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Dal silenzio alla rinascita: il ritorno di Marcello Romeo tra ricordi, incontri ed un nuovo progetto artistico [INTERVISTA]

Con “Fino all’alba a cantare“, uscito lo scorso novembre, Marcello Romeo è tornato alla musica con un progetto fuori dal tempo, nato tra ricordi bolognesi, incontri fortunati e l’eleganza degli arrangiamenti firmati da Roberto Costa.

Dalla magia de “La fatina dei fiori” all’omaggio a Califano, l’album intreccia inediti e classici con una cura artigianale rara: un viaggio “garbato” nella sua Bologna, che segna una nuova rotta dopo il lungo stop. Nella nostra splendida chiacchierata abbiamo parlato del passato, caratterizzato da incontri artistici determinanti, ma anche del presente e del prossimo futuro, con un nuovo singolo all’orizzonte.

Buon pomeriggio a Marcello Romeo e benvenuto sulle pagine di Primo Ascolto. Nella tua carriera hai dimostrato di essere un artista particolarmente eclettico, che è riuscito a spaziare tra concerti dal vivo, incisioni e teatro: come definiresti il tuo percorso artistico?

Lo definirei sicuramente variopinto, colorato. La mia storia artistica inizia tanti anni fa… Mi avvicino al cantautorato dopo l’incontro, in giovanissima età, con Lucio Dalla. Abitavamo vicini, abbiamo intrapreso una bella amicizia e frequentavo spesso casa sua dove si respirava musica, arte e poesia… Da li a poco, ho iniziato a suonare nei night più famosi di Bologna e a scrivere contemporaneamente le mie prime canzoni. Poi è stato un vortice creativo continuo: dalla composizione dei testi di canzoni sono arrivato a scrivere format teatrali, musical, spettacoli di cantautorato.
Dopo la dipartita di Lucio, insieme all’attore e regista Nino Campisi, ho deciso di creare qualcosa che portasse avanti il suo pensiero artistico, incentrato principalmente sulla musica in teatro dedicata ai giovani. E’ cosi che è nato, nel piccolo teatro del Navile, proprio sotto casa di Lucio, “Cuore di Vinile”, una manifestazione che dura da 13 anni che ha avuto più di 120 rappresentazioni. Un’ occasione dove giovani e non più giovanissimi cantautori hanno la possibilità di esibirsi e fare ascoltare le proprie canzoni.

Oltre a Lucio Dalla, nel tuo percorso artistico hai avuto modo di conoscere e stringere amicizia con altri grandi cantautori come Bennato, Califano, Tozzi… Cosa ci puoi dire di questi incontri?

Tutti grandi personaggi e grandi artisti che ho incrociato sul mio cammino artistico e di vita. L’incontro con Califano è avvenuto sempre da giovanissimo, tra gli anni ’70 e gli anni ’80. Dopo avermi visto suonare nei night gli sono molto piaciuto e ha voluto che lo accompagnassi al pianoforte, dato che conoscevo molto bene le sue canzoni. E’ stato un periodo molto divertente. Anche Bennato, grandissimo musicista e geniale strumentista, è stata una parentesi molto interessante. Suonava anche lui nel famoso Club 37 di Bologna e l’ho accompagnato in diverse occasioni. Invece con un Umberto Tozzi, oltre a una profonda stima artistica, si è creato un rapporto d’amicizia che dura tuttora, ci sentiamo spesso.

Dopo tutte queste esperienze artistiche, decidi di dare uno stop alla tua carriera artistica e dedicarti ad altro. Come hai vissuto quegli anni e cosa ricordi?

E’ stato un lunghissimo stop. Alla fine degli anni ’80, diciamo primi anni ’90 (ora non ricordo esattamente), decido di interrompere completamente con la musica e di dedicami a tutt’altro.
Decido di lavorare per una multinazionale di ricerca farmaceutica e così, ahimè, sono passati vent’anni senza toccare più nessuno strumento musicale. Il mondo della musica mi aveva deluso parecchio, e dopo alcune incisioni avevo capito che senza un vero appoggio, un mecenate, sarebbe stato difficilissimo emergere e realizzare i miei sogni.
Nel 2012 però è poi venuto a mancare Lucio Dalla e, come ti dicevo prima, abbiamo deciso insieme al direttore artistico del teatro del Navile di creare “Cuore di Vinile”. Li è ricominciato tutto a piccoli passi… Mi sono rimesso in pista gradualmente, non ho ripreso a suonare da subito, c’è voluto un po’. Ho poi ripreso in mano le mie vecchie canzoni e piano piano sono arrivate le nuove. D’altronde al cuor non si comanda e sono tornato al mio primo amore.

Possiamo dire che da questo momento comincia una seconda vita artistica, che ti porta alla composizione dell’album “Fino all’alba a cantare”, preceduto da un inedito che ha suscitato molto interesse tra gli addetti ai lavori e la critica. Cosa ci puoi dire de “La fatina dei fiori”?

“La fatina dei fiori” è quel brano miracolato che mi è mancato negli anni ’80 (ride, ndr). Questo brano è scaturito così, dal nulla. Ho scritto il testo una sera di Novembre del 2024 e l’ho proposto subito a Roberto Costa, arrangiatore e storico bassista di Lucio Dalla e di altri grandissimi nomi del panorama musicale italiano come Ron, Samuele Bersani, Luca Carboni. E’ stata sua la fortunata intuizione di dedicare il testo alla leggendaria Sara Marinelli, soprannominata a Bologna “La fatina dei fiori”: una donna che, per tutta la sua vita, ha girato per le vie del centro di Bologna vendendo mazzolini di fiori. Vestiva ogni giorno con un abito del colore del fiore che vendeva ed è rimasta nel cuore di tutti. Oltre ad essere un brano molto poetico, forse uno dei più belli che ho scritto, ha un bellissimo arrangiamento musicale con un intro di chitarre che definirei magico.

Un brano che è arrivato alle orecchie della Signora della domenica che ti ha voluto con lei in tv. Com’è avvenuto l’incontro con Mara Venier?

Un incontro molto fortunato. Mara è una grandissima donna con cui è nata una bella amicizia. Si trovava casualmente a un mio concerto in Veneto, ma io non sapevo che lei fosse presente in sala. A fine concerto è venuta a farmi i complimenti e mi ha chiesto se conoscessi il brano “Almeno Pensami”, scritto da Dalla e portato in gara a Sanremo nel 2018 da Ron, che a lei piaceva molto.
Fortuna vuole… il cielo quando ti aiuta ti aiuta fino in fondo (ride, ndr) che stessi provando proprio in quei giorni quel brano per un evento speciale dedicato a Lucio. Da questa mia interpretazione, Mara è rimasta molto colpita, ci siamo scambiati i contatti e ci siamo rivisti in alcune occasioni. Poi, appena pubblicata “La fatina dei fiori”, gliel’ho fatta ascoltare per capire cosa ne pensasse ed è rimasta da subito molto colpita. Non me l’aspettavo, ma qualche giorno dopo mi è arrivata la chiamata dall’autore di Domenica In per andare in trasmissione a presentare il brano.

Dopo questo grande successo, quali sono i prossimi progetti? So che è prevista l’uscita imminente di un prossimo singolo, cosa ci puoi dire a riguardo? E ti vedremo di nuovo in tv?

Allora, come prossimo brano pubblicheremo “Ritornerai”, cover dell’indimenticabile pezzo di Bruno Lauzi, in concomitanza con il ventesimo anniversario dalla sua scomparsa. La pubblicazione è prevista a giorni, manca pochissimo…il 24 Aprile! Il brano sarà accompagnato da un videoclip molto particolare che è in lavorazione in questi giorni. Non vedo l’ora che esca e spero di bissare il successo de “La fatina dei fiori” e, perché no, ripresentarlo in tv.

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