info@primoascolto.it

Davide Shorty – Fusion [RECENSIONE]

Davide Shorty ci propone “Fusion”, un Album di tredici brani forgiati appunto dalla fusione tra il rap classico italiano degli anni ’90 e basi senza tempo dal retrogusto jazz. Presente anche tra le Nuove Proposte di Sanremo con “Regina”, Davide Shorty ci presenta un album ricco di suoni e intenzioni, fortificato da collaborazioni importanti che ne arricchiscono la portata: parliamo di artisti come Roy Paci e Koralle, giganti come Dj Gruff e musicisti internazionali come Amir Issaa, Davide Blank , Tom Ford, Emanuele Triglia e Alessio Bondi.
“Fusion” è un progetto che racchiude tante sfaccettature di un modo di fare musica naturale e libero, con testi e stile che rimandano all’approccio dei Sangue Misto: un rap sciolto, fluido e ricco nei contenuti, dunque adatto al disco creativo e sociale che Davide Shorty aveva in mente.
Basi contaminate dal jazz e dall’elettronica rendono i testi apprezzabili anche ad un pubblico più maturo, e restituiscono con gentilezza la complessità di attente problematiche sociali, come in “Tuttoporto”. Un continuo divenire di liriche e suoni di un mondo disegnato in testa, cantato e raccontato: Davide Shorty ha le idee chiare di ciò che vuole riportarci in “Domenica”, mente sceglie invece il ritmo e lo scratch in “Non si mangia una canzone”: la testa non ragiona, ma la voce suona.
Fusion è il prodotto di un cantastorie contemporaneo, un libro che racconta la storia della sua vita e non si fida di chi deve impaginare, ma è solo un’”Impressione”. Un prodotto unico ed adattabile a contesti diversi, che sa trasportare i “Battiti in parole”.
Un illusione di suoni che crea un prodotto pieno e concreto sia per portata che per qualità: un artista di cui bisogna osservare i passi, capace di unire più mondi e creare un dialogo tra loro.

TRACCIA PREFERITA: Non si mangia una canzone

 

TESTI
3.5/5
MUSICA
4/5
ORIGINALITA'
3.5/5

Tags: , ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.