info@primoascolto.it

Denise Battaglia – Il Giullare | Recensione | Primo Ascolto

L’inesorabile scorrere del tempo porta con sé i ricordi e, più andiamo avanti, meno ci rimane di quella spensieratezza infantile che non è altro che la più alta manifestazione della nostra essenza, ovvero la parte più autentica e sensibile. Denise Battaglia ha sicuramente colto la necessità di riconnettersi con il suo io, riportando il suo viaggio metaforico in questo breve EP intitolato ‘’Il Giullare’’ proprio per la sua natura giocosa.

Questa profonda ed universale coesistenza di una parte più infantile e istintiva ed una più seriosa e controllata è rappresentata nella copertina, disegnata da Arianna Battaglia: due profili stilizzati, il primo ricoperto di colore, come se stesse indossando una maschera, e il secondo pulito e puro, come un cielo sereno. Con la sua voce dolce e melodica, la cantautrice polistrumentista romagnola fa emergere la parte più vulnerabile di sé in queste tre canzoni, che anticipano il suo primo full lenght ufficiale.

L’EP si apre con ‘’Quanti anni hai’’, traccia che sembra descrivere proprio un dialogo fra l’io e il super-io, evento canonico nella vita di tutti coloro che vorrebbero continuare a sognare, ma sono costretti a crescere e a rispettare le convenzioni sociali. ‘’Quanti anni hai? È tardi non lo sai’’ è una frase nota, ma in grado di provocare paranoie e ansie in coloro che ancora non si sentono pronti ad affrontare tutti i problemi ‘’dei grandi’’: la casa, il mutuo, il lavoro o il matrimonio non devono distrarci dall’obiettivo principale, ovvero il sorriso.

Segue ‘’Arcobaleno pizzichino’’, traccia che più di tutte esprime la necessità di Denise di recuperare quella serenità che solo una bambina può provare. E cosa può riportarci indietro nel tempo più di quelle famosissime caramelle a forma di arcobaleno? Ne risulta un testo fortemente evocativo, ricco di immagini che stimolano la nostalgia e risvegliano la nostra immaginazione. La frequente corrispondenza fra serenità e cielo trasmette un senso di trascendenza, di liberazione da un peso che ci appesantisce l’anima: per questo emerge anche un senso di rassegnazione nei confronti del tempo e degli inevitabili cambiamenti corporei. Insomma, l’autrice evoca questo arcobaleno proprio per riconnettersi con ciò che ‘’silente a volte appare, ma non smette mai di respirare’’, ed invita anche gli ascoltatori a farlo.

La terza e ultima canzone è ‘’Bicchieri’’, sei minuti di vera musica che in piena libertà compositiva riesce a tocca le corde più profonde, grazie anche ad un testo universale: giochi di parole, ironia e luoghi comuni riempiono questa traccia che in realtà si rivela molto profonda. Pensieri che annegano proprio nei bicchieri, l’apparenza che sovrasta l’essenza, la costante ricerca della perfezione, il peso del giudizio altrui, l’indifferenza e la frenesia delle grandi città: sono tutte tematiche che toccano la cantautrice in prima persona, ma che si ripropongono in loop di generazione in generazione. Anche questa volta è presente il costante cospetto con quel bambino interiore, che ci porta ad imparare la necessità di prendersi del tempo: un invito diretto soprattutto ai genitori,vche spesso possono apprendere dai propri figli.

“Il Giullare” di Denise Battaglia ci insegna a fermarci un attimo, a ricercare ciò che rende felice la nostra anima e, soprattutto, ci ricorda che la musica di qualità sta anche nei piccoli progetti, che con il dilagare del mainstream rischiano di passare inosservati.

Tags: ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *