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Diss Gacha – NON È SOLO SWAG | Recensione | Primo Ascolto

Arrivato ormai al suo terzo album, Diss Gacha tenta di andare oltre l’immaginario che lo ha sempre contraddistinto, ma senza snaturarsi veramente. In “NON È SOLO SWAG” titolo del lavoro, restano le vibes della west coast, le citazioni e un modo di scrivere diverso dal resto dei rapper italiani, il tutto accompagnato dalle produzioni di Sala, suo fidato producer.

Si inizia subito con “ESTETICA” insieme a prima stanza a destra: non una intro, ma una hit con un ritornello melodico che stabilisce da subito la direzione del disco. “HO SCHIANTATO UNA PORSCHE” introduce invece quello che diventerà un elemento ricorrente dell’album: i cori, presenti nella maggior parte delle canzoni, funzionando come una firma sonora che attraversa tutto il progetto e collegando tracce anche molto diverse tra loro. Tra le più riuscite spiccano “BALLAS 3” con LILCR, terzo capitolo di una saga che ogni volta si rinnova, questa volta con un beat switch che ribalta completamente il mood del pezzo, e “COME SAREBBE IL MONDO SE REGNASSE L’ARTE” insieme a 22Simba, il quale si conferma come uno dei rapper italiani più in forma del momento. I due costruiscono insieme un mondo distopico in cui regna l’arte, sostenuti da un Sala particolarmente ispirato.

A sorprendere è la voglia di sperimentare che emerge in “DOMENICA” con Silent Bob, in “SFILATE” con Giuliano Calza e nella title track, dove Gacha prova qualcosa di nuovo sia sul piano sonoro che nei contenuti. Proprio in “SFILATE” il tema della moda e della creatività viene trattato con una profondità che fino a questo momento era rimasta inesplorata nel suo percorso. Con lo skit l’album si divide e apre la sua parte più intima, che non rinuncia comunque a momenti più immediati come la canzone con Low-Red o “ART ATTACK”, già uscite come singoli, dimostrando che anche quando prova ad andare oltre il personaggio, non se ne separa mai del tutto.

Il picco emotivo arriva con “GLORIA”, probabilmente il pezzo più riuscito dell’intero album: dedicato alla madre, è il momento in cui Diss Gacha abbassa le difese completamente, lasciando spazio a qualcosa di più pesante e personale di tutto quello che viene prima. I cori qui raggiungono il loro punto più alto, quasi liturgici, sostenuti da una produzione di Sala che riesce a essere densa senza mai oltrepassare il testo. “300%” chiude insieme a Mimì, voce uscita da X Factor, su un ritornello cantato che suona come un incentivo a non accontentarsi mai e a spingere sempre oltre. “Consiglio a tutti di trovare un proprio spazio”, questa è la frase che chiude l’album in “VITTORIA > BUSINESS” e rappresenta alla perfezione ciò che in questi anni Diss Gacha è riuscito a fare.

Arrivato alla ribalta grazie a canzoni diventate tormentoni, con “NON È SOLO SWAG” dimostra di non essere un prodotto dell’hype, ma un artista con qualcosa da dire. C’è introspezione, c’è una visione e c’è una maturità che lo allontanano definitivamente dall’etichetta di artista passeggero. Questa è la conferma che Diss Gacha ha trovato il suo spazio, senza inseguire quello degli altri.

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