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Dj Fede, Dope One: A Voce Do Quartiere Recensione | Primo Ascolto

Fare rap non significa necessariamente fare anche Hip Hop: i valori di una cultura che si appresta a spegnere cinquanta candeline sono mutati nel tempo, e in alcuni casi si sono addirittura persi. Per fortuna ci sono artisti come Dj Fede e Dope One, che con il loro nuovo EP intitolato “A Voce Do Quartiere” riportano in auge un’attitudine ormai sempre più rara, dando valore ad ogni singolo aspetto della musica e senza che uno prevalga sull’altro.

Il progetto è breve e conciso: quattro tracce capaci di riportare indietro nel tempo ma che non vogliono suonare nostalgiche, solo in maniera classica. In “Rispetto” troviamo diverse citazioni al rap americano degli anni ’80 e ’90, difatti vengono menzionati artisti del calibro di Big Daddy Kane, Smoothe da Hustler, Bun B e gli House of Pain, tutti diversi tra loro e con le proprie peculiarità.

Da qui si può intuire l’amore profondo e il rispetto per un genere musicale capace di arricchire a 360 ogni suo ascoltatore: ogni brano vengono omaggiati artisti che hanno fatto la storia, e ogni tributo è privo di forzature. Non è una gara a chi ne sa di più, è un modo per dire grazie ai rapper e ai producer che hanno contribuito al consolidamento del rap durante gli anni.

In “Mad Rhymes” Dj Fede inserisce degli scratch riprendendo alcune barre di “Mass Appeal” dei Gang Starr, e proprio gli scratch costituiscono una parte fondamentale dell’intero progetto: ogni ritornello utilizza questa tecnica, creando così uno spaccato con le strofe – oggigiorno raro – in grado di accostarsi perfettamente al rap di Dope One. D’altronde, come ribadito anche da Inoki ultimamente, un disco Hip Hop senza scratch che disco sarebbe?

TRACCIA PREFERITA: Mad Rhymes

TESTI
4/5
MUSICA
4/5
ORIGINALITA'
3.7/5

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