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Dope One: “Ho tre album pronti. Clementino? Con lui è amicizia vera” [INTERVISTA]

La nostra conoscenza con Dope One, rapper campano, risale al periodo natalizio: ci fu uno scambio di complimenti reciproco
e la promessa di organizzare un’intervista assieme, anche per la forte stima che la nostra pagina prova per colui che è un vero e proprio precursore dell’ hip-hop.

Promessa mantenuta: Ivan ci ha raccontato nei giorni scorsi tutti i suoi progetti futuri, oltre a parlarci degli ultimi lavori rilasciati e della storica amicizia con Clementino, che proprio con Dope One diede alla luce diverse collaborazioni soprattutto ad inizio carriera.

Ciao Ivan, benvenuto su Primo Ascolto.
A quanto pare il 2022 potrebbe essere un anno molto produttivo per te, soprattutto a livello discografico: puoi dirci qualcosa di più?

Assolutamente il 2022 sarà l’anno in cui nasceranno tutte le produzioni a cui mi sono dedicato anima e corpo in questo stranissimo periodo del covid.
Oltre a numerosissime collaborazioni con esponenti della scena Hip Hop Italiana,sarò presente negli album di Sunni Sparkles(Olanda),Leezy The Trapper(Francia)e Barreto(Messico).
Sarò presente in diversi progetti di pietre miliari della cultura Hip Hop Italiana,ma non posso spoilerare ancora nulla. Posso dirvi che se loro hanno voluto la mia presenza,significa che la mia determinazione e voglia di studiare hanno dato i loro frutti.
Ho tre nuovi album pronti.
Un album e Mixtape completamente prodotti da KassiusPlay,dal suono boombap e progettati in base alla scelta di samples Jazz,Rock Progressive Anni 70’,musica classica,musica indiana e napoletana,colonne sonore e reggae.
I featuring all’interno sono inglesi,canadesi e americani,unici italiani Lord Madness e Oyoshe.
L’altro album completamente Drill e Trap,completamente prodotto da Obi e totalmente privo di samples.
Tutto è suonato e riarrangiato.Tra i featuring troviamo il rapper di New York RayZa e il rapper messicano Barreto.

Quanto ha influito la quarantena sul tuo processo creativo? Molti artisti hanno approfittato del confinamento obbligatorio per buttarsi anima e corpo sulla realizzazione di nuova musica…

Anche io ho cercato di investire piu tempo possibile nella scrittura,
perché normalmente non ho molto tempo in quanto il lavoro come cuoco mi tiene impegnatissimo quasi sette su sette.
Nella quarantena è uscito “NA.TO QUI/HELL’S ROOF” con Maury B,”Dattilografo EP” con Esa.
Ho definito i miei prossimi tre album e chiuso varie collaborazioni,quindi si,questa quarantena non ha fermato la mia arte.
Vengo dal Rap,dalla cultura Hip Hop,dove non è mai stato comodo e facile farsi strada.
Sono abituato a lavorare sotto stress e a trasformarlo in rime su un beat.
Questa è sempre stata la mia salvezza.
In tutto questo periodo è aumentata ancora di più la consapevolezza di quanto possa essere terapeutica la scrittura,ma questo lo è da 26 anni.

 

Facciamo un passo indietro, parliamo del tuo ultimo progetto The Dope Mixtape Vol. 1: da dove è nata la voglia di coinvolgere la scena rap underground europea e statunitense, e che feedback hai ricevuto?

“The Dope Mixtape Vol.1” è il frutto di quattro anni di duro lavoro assieme al mio socio Oyoshe,che ha prodotto quasi tutte le strumentali e che si è occupato del mix e master del Mixtape.
È un meltin pot di culture,sapori,profumi ed essenze.Un viaggio per il mondo che tocca Amsterdam,Connecticut,Atlanta,Georgia,Birmingham,Boston,Denver,Los Angeles e Brooklyn.
Sin dall’inizio della mia carriera avevo il desiderio di fare un disco con artisti americani,anche per un confronto,siccome in Europa,in U.K.e U.S.A.mi hanno sempre detto che sembro di New York.
Tutti i legami che ho stretto sono basati sulla stima reciproca sia per quanto il livello artistico sia per affinità caratteriali,abbiamo la stessa mentalità insomma.


A livello artistico la tua carriera è evoluta parallelamente con quella di Clementino, con cui hai condiviso un album e tante collaborazioni: che rapporti hai mantenuto con lui?

Con Clementino ho sempre condiviso tutto da venti anni a questa parte.
Ricordo ancora quando mi veniva a prendere per fare ore e ore di freestyle,per poi andare a casa sua e registrare su tape tramite uno stereo altre ore e ore di freestyle.
Eravamo e siamo due macchine del Rap.
La nostra fratellanza così come nella vita reale,si riflette anche nella nostra discografia.
Io sono nei suoi album,lui nei miei.
Ho accompagnato Cleme con Dj Uncino in tutto il suo tour I.E.N.A. suonando sui migliori palchi d’Italia.
Il nostro rapporto non è mai cambiato,e ancora oggi ci sentiamo e vediamo,sottolineando che prima della Musica viene l’amicizia.


A proposito di collaborazioni, hai recentemente partecipato come featuring all’ultimo capitolo di Dead Poets, saga a cura di Dj Fastcut: un progetto tra i più interessanti della scena rap underground.
Quanto è distante il vostro “mondo” dal rap più mainstream?

Dj Fastcut ha sempre creduto in me e mi ha sempre supportato.
Fin dal primo momento in cui ci siamo conosciuti,c’è stato quel legame che solo due teste Hio Hop come le nostre possono avvertire.
C’è da dire poi,che DEAD POETS è un vero e proprio movimento atto a far risplendere ciò che c’è sempre stato,cioè una marea di persone che amano il BOOMBAP.
Siamo abbastanza lontani dal mainstream ma totalmente vicini a ciò che ci piace fare e vivere.
Noi cerchiamo solo di essere più veritieri,in quanto rispettiamo il nostro pubblico,e il nostro pubblico è intelligente,sa riconoscere il vero.

Ultima domanda, prima di salutarci: hai già in programma qualche data live per il prossimo futuro o preferisci concentrare gli sforzi del periodo sull’attività discografica?

Finalmente ho un team che comprende videomakers,fotografi,ufficio stampa e media manager.
Il booking lo curo da solo,da sempre.
Alcune date gia le ho fatte negli ultimi mesi ,l’ultima è stata il 27 Marzo.
Quindi possiamo dire che la questione live è in fase di sviluppo anche perché abbiamo tre dischi da esaltare e da far ascoltare a tutta Italia.

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