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Dopo due anni di silenzio, Meli è tornato in grande stile sulla scena con $EXY DELIR*O e Shitpop [INTERVISTA]

 

Il 15 aprile è uscito “Shitpop” per Futura Dischi, secondo singolo dopo “$EXY DELIR*O” del nuovo progetto artistico di Meli (Alessio Meli).

Shitpop” è la parte grezza, egocentrica e sfacciata di Meli, ma allo stesso tempo la più sensibile, racchiusa in un vortice di emozioni contrastanti che sfociano nel romanticismo.
Descrive come la sua vita sia cambiata dopo due anni dall’uscita del disco Please Wait, le attenzioni, la gente attorno a lui e l’amore appena sbocciato, ma anche i problemi di salute, le ansie e la vita a Milano.

Meli ci apre le porte del suo mondo per farci avvicinare e scrutare al suo interno, facendoci capire che alla fine si tratta di un ragazzo ventenne che ha problemi e gioie uguali ai suoi coetanei, ma che ha saputo raccontarli in musica. La sua nuova musica.

Ciao Meli! Come ci si sente a pubblicare due singoli dopo due anni dall’ultimo tuo lavoro?

Ciao! La sensazione è positiva, sono stato due anni a pensare, pensare e ripensare e sono contento sia finalmente arrivato il momento di condividere con il mio pubblico la mia crescita artistica e personale.

$EXY DELIR*O e Shitpop rappresentano due stili quasi opposti, scriverli è stata una scelta ragionata oppure ti è venuto naturale?

Il primo, è praticamente un pezzo a se. Si tratta di una vera e propria intro, tant’è che il brano è diviso in due parti (anche tre) e fanno un po’ da anticipazione a ciò che sarà questo progetto, cioè un continuo passare da un mood all’altro. Di conseguenza è stato molto più ragionato. “Shitpop” invece è un pezzo super diretto, sincero e spontaneo.

Shitpop è una riflessione romantica e nostalgica in cui descrivi due momenti: l’uscita del tuo primo disco Please Wait ed il te stesso dopo due anni. Quanto pensi che abbia influito il disco sul Meli del presente?

Ha influito come qualsiasi altro evento che succede nel corso della vita, ed ha influito positivamente. La voglia di sperimentare deriva dal fatto che sono rimasto così soddisfatto dei traguardi raggiunti con Please Wait che ho deciso di includere nella mia musica anche altro.

Le esperienze e il saper raccontare generano unicità, quanto accingi dal tuo passato, presente ed immaginario futuro nel tuo processo artistico?

Molto, ovviamente. Credo sia fondamentale per chi si racconta avere una spiccata sensibilità che permetta di parlare in maniera più o meno lucida delle esperienze passate. Il presente, ad esempio, lo sto raccontando molto più adesso che prima, dove mi rifacevo molto al passato e alle delusioni sentimentali. Il futuro? Impossibile non pensarci. Per ovvie ragioni è più difficile parlarne rispetto al presente e al passato, questo si. Ma un paio di frasi, nei miei brani, me le sono riservate.


Trasferirsi da Catania a Milano comporta molti cambiamenti, sia a livello artistico che sociale. Credi che ciò abbia aiutato ad alimentare la tua arte e la tua vita in generale?

Risposta secca: si

Pensando al futuro, hai già lavorato a pezzi e – magari – ad un album?

Assolutamente. Sono stato due anni fermo, non è stato semplice ma col senno di poi sono sicuro di aver fatto la scelta giusta. Ho preso del tempo per lavorare in maniera maniacale al mio progetto e per avere tutto pronto nel 2022. Si, ho tanto materiale che pubblicherò in questi mesi.


Intervista a cura di Manuel Di Luca

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