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Durmast ci racconta “VIXI”, il progetto elettronico che coniuga carattere ed anima [INTERVISTA]

Davide Donati, noto come Durmast, è un poliedrico artista marchigiano che fonde elettronica, dance anni ’80/’90, breakbeat, ambient e trance. Dopo il successo di “Village” e “Cesano Ep”, è tornato nelle scorse settimane con “VIXI“, un nuovo extended play che ci proietta in un viaggio sonoro attraverso brani strumentali intensi e variegati che riflettono la vita e le esperienze personali.

Abbiamo dunque approfittato dell’occasione per fare qualche domanda a Davide, così da scoprire qualche aneddoto riguardante “VIXI” e conoscere meglio le sue caratteristiche artistiche.

Ciao Davide, benvenuto su Primo Ascolto. Poche settimane fa è uscito “VIXI”, il tuo ultimo extended play: come descriveresti l’evoluzione del tuo stile musicale da quando hai iniziato fino all’uscita di questo nuovo lavoro?

Ciao Ragazzi un piacere essere qui! Sento molto che il mio sound è cambiato e penso che sia il normale processo di chi crea musica, all’inizio era tutto molto acerbo e forse cercavo di rimanere aggrappato ad un genere probabilmente per identificarmi meglio, ma oggi con “VIXI” penso di aver dimostrato che non è più così. Ovviamente è tutto classificabile sotto “musica elettronica” ma oltre a questo penso di aver miscelato molti generi senza troppi complimenti e credo che sia proprio questo quello che mi diverte e mi sprona ad allargare i confini della mia musica. Ovviamente è un processo che richiede tempo e studio, ma nella vista bisogna sempre studiare no?

Sembra che il progetto porti con sé un forte legame emotivo con le tue esperienze personali. C’è un brano in particolare a cui ti senti particolarmente legato?

Il brano a cui sono maggiormente legato è “Nut”, perchè è la traccia dove ho ragionato meno e mi sono fatto trasportare dalle emozioni: l’unico limite che mi sono posto era che dovesse avere 163 bpm, erano i primi battiti che ho sentito di mio figlio quando ancora era nella pancia della mamma, poi è avvenuto tutto naturalmente.

In chiusura, “Wind-Time” presenta la collaborazione (oltre che il talento) di Invell, con cui già avevi lavorato in passato. Come è nato questo sodalizio e quale quid pensi abbia portato l’ospite al progetto?

Matteo è un artista a 360 gradi per quanto riguarda la musica, ha molte sfaccettature quindi è sempre uno stimolo e un piacere collaborare con lui, tira fuori sempre qualcosa di figo in perfetta armonia con la traccia, ovviamente è un amico che rende tutto ancora più bello.

I titoli che hai deciso di assegnare ai diversi brani di “VIXI” sono tutti molto evocativi: quale modus operandi ti porta ad effettuare determinate scelte?

I titoli riflettono lo stato d’animo della traccia, mi piace pensare che ogni singolo brano abbia un suo carattere e una sua anima che cerchi di trasmettermi qualcosa, ovviamente è uno specchio che riflette il mio stato emotivo ma mi piace distaccarmi e guardare da fuori cosa succede e, seppur difficile, attribuire a tutto questo un nome.

Curiosità personale: pensi che la tua esperienza come batterista in band rock/punk abbia influenzato il tuo approccio alla musica elettronica?

Assolutamente! Senza le precedenti esperienze musicali probabilmente non avrei intrapreso questo cammino in solitaria. Sono certo che arriverà il giorno in cui tutto questo si unirà e darà vita a qualcosa di unico e spero bellissimo.

Negli ultimi anni hai spesso deciso di usufruire di un determinato supporto musicale, da label e distribuzione. Nel panorama indipendente lo vedi come un passaggio fondamentale per un artista?

Dipende. Credo molto nell’autoproduzione, spesso capita di affidarsi a soggetti o realtà che non credono nel progetto ma vogliono solo un tornaconto, invece a volte si trovano le figure che al contrario sostengono il progetto e cercano di portarlo avanti con te. Credo che la cosa giusta non sta da una parte o dall’altra, bisogna solo analizzare la situazione e capire cosa sia meglio per il progetto.

Ultima domanda, prima di salutarci: guardando al futuro, quali sono i progetti a breve termine per Durmast? È previsto un vero e proprio album oppure preferirai dedicarti all’attività live?

Continuerò sicuramente a fare altra musica, ho tantissime tracce in lavorazione, e quindi forse un giorno ci sarà un album. Se capita farò qualche remix (mi diverto sempre a farli), e perchè no, qualche live.

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