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Durmast – VIXI | Recensione | Primo Ascolto

Non troppo spesso ci si ritrova ad avere a che fare con progetti le cui sonorità, compresse al suo interno, coadiuvano alla stesura di una recensione, grazie al mix di emozioni e sensazioni che sono in grado di far percepire. Un esempio lampante di questo tipo lo possiamo trovare in “VIXI” di Durmast, pseudonimo di Davide Donati: un artista classe 1988 che, dopo essere stato batterista in band rock/punk come Home By Three e Jasmine gli Sbalzi, si è dedicato alla musica elettronica come producer.

Dopo aver esordito in questo genere nel 2018 grazie all’album “Village”, seguito da diversi altri progetti fra cui l’EP “Cesano EP” nel 2019 e altri singoli nel 2020, torna ora con un nuovo progetto edito dalla label Big Lakes in collaborazione con Kobayashi Edizioni musicali e distribuzione a cura di Artist First.

Quest’ultimo è un extended play composto da cinque brani, di cui tre usciti anche come singoli; il concept del progetto è quello di offrire una visione singolare dell’esistenza, attraverso i brani più emozionali e caratteristici estrapolati da un album. Questi pezzi, per la nostra gioia, risultano profondamente differenti fra di loro per stili e contaminazioni: sono infatti tutti fortemente caratterizzati da una sonorità elettronica profondamente lineare, infarcita da suoni che ricordano la dance anni ‘80 e ‘90, con breakbeat e influenze Trance e Ambient.

Esempio lampante di questa forte contaminazione musicale è il pezzo “Requiem”, in cui le sonorità elettroniche si sposano alla musica da chiesa dei canti gregoriani, capaci di accompagnare il beat e caratterizzare la sonorità del brano. Ma tutti i pezzi, in realtà, sono fortemente energici e complessi, pur mantenendo un’ottima scorrevolezza.

Il desiderio dell’artista è stato quello di offrire all’ascoltatore un’esperienza di fruizione singolare, atta a trasportare in un viaggio onirico e profondo che si dipanasse all’interno della sua multiformità: dai richiami in sottofondo di “Tragedy” fino alle frasi ripetute cripticamente con voce robotica di “Wind-Time”, unico brano creato in collaborazione con l’artista Invell.

Un progetto di musica elettronica non è un contenuto apprezzabile da chiunque, ma “VIXI”, proprio grazie alle forti contaminazioni contenute al suo interno e derivanti da contesti anche diametralmente opposti, ha il pregio di potersi definire un vero e proprio unicum contemporaneo di musica elettronica: un genere che merita sempre più attenzione e desiderio di ascolto profondo, non solo superficiale.

Attraverso una peculiare ricerca creativa, “VIXI” riesce a coniugare profondità emotiva e stili espressivi contemporanei, offrendo un’esperienza musicale che guarda al futuro pur rimanendo radicata in influenze classiche. Durmast ha dimostrato di essere un artista capace di evolvere e di sorprendere, mantenendo sempre una coerenza artistica nel suo lavoro e garantendo una trasposizione emozionale importante.

Traccia preferita: “Requiem”

 

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