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Ecco perché la collaborazione tra Geolier ed Ultimo non è stata studiata a tavolino

Poche settimane fa ha destato curiosità l’incontro tra Geolier e Ultimo, immortalati insieme durante un soleggiato pomeriggio tra le strade della costiera amalfitana. Un ritrovo per nulla casuale, che è sfociato questa notte in “L’Ultima Poesia“, il nuovo singolo che segna la prima collaborazione tra due precursori della musica italiana.

Un brano che porta con sé il calore delle strade napoletane e l’emozione di un featuring inedito, ma non del tutto inaspettato. Pur provenendo da sfere musicali diverse, i due artisti hanno trovato un linguaggio comune nella musica: Geolier, noto per il suo stile unico che fonde rap e melodia, ha accettato la sfida di avvicinarsi a un suono più morbido, quasi bohémien, mentre Ultimo, dal canto suo, ha abbracciato la lingua napoletana, rendendo omaggio alla città che ha più volte definito la sua seconda casa.

“L’Ultima Poesia” è un dialogo tra due modi differenti di vivere la musica e di raccontare storie, che farà però probabilmente storcere il naso ai più integralisti e a chi vede questo pezzo come un operazione meramente discografica, oltre che troppo audace.

In realtà, sono diversi gli elementi che “scagionano” i due artisti dai dubbi. In primis, Geolier ha sempre mostrato rispetto ed interesse per la musica neomelodica, che ricorda molto lo stile utilizzato da Ultimo nei suoi brani; lo stesso vale per il cantautore romano, fortemente appassionato di rap campano (non a caso uno dei suoi artisti preferiti è Luchè). Altra considerazione: Ultimo è uno dei pochi artisti mainstream indipendenti, dunque eventuali dubbi sulla bontà del progetto lasciano il tempo che trovano.

A voi è piaciuta “L’Ultima Poesia” di Ultimo e Geolier? Parliamone nei commenti.

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