- per Antonio Contu'
- in Recensioni
- on 14/06/2024
A quattro anni di distanza dal loro debutto discografico, segnato dell’uscita di “Horror Vacui”, lo scorso 7 giugno gli EEF sono tornati con “What eef?“, il loro nuovissimo album. Come facilmente intuibile, il titolo di quest’ultima tappa del quintetto marchigiano è un chiaro gioco di parole che rimanda alla domanda “what if?”, tradotto dall’inglese “e se?”.
È proprio questo quesito la chiave interpretativa dell’LP, posto direttamente all’ascoltatore, che viene invitato ad esplorare nuove possibilità, a non limitarsi alla realtà che già conosce e, piuttosto, sognare in totale libertà. Ad accompagnarlo in questo viaggio ci sono dunque le 10 tracce composte da Edoardo Gilli (nuovo frontman del gruppo), Mattia Leoni, Giovanni Golaschi, Umberto Ferretti e Leonardo Rosselli.
Il sound proposto, pur rimanendo prettamente attinente al loro tipico funk-rock, si lascia permeare da influenze di ogni tipo: dal jazz al soul, passando anche per melodie più catchy e pop. Il risultato è un esperimento del tutto inedito nel panorama nostrano odierno.

È proprio questa attitudine che ha recentemente permesso alla band di trovare importanti consensi e riconoscimenti a livello nazionale ed internazionale: la finalissima di “Una voce per San Marino,” concorso che apre le porte per l’Eurovision e che li ha visti arrivare al nono posto su oltre mille partecipanti, ma anche due secondi posti ai contest “On The Music Waves” e “Music For the Next Generation”. Anche per questo, nonostante si tratti di un progetto prevalentemente in lingua inglese, Primo Ascolto non poteva comunque esimersi dal portarlo sui nostri canali.
Tornando a “What eef?”, come accennato poc’anzi, troviamo un solo brano in lingua italiana all’interno della tracklist, ovvero “In vino veritas”: spezzoni di quelli che sembrano classici sproloqui “da bar”, si alternano ad un cantato soul pieno di energia che segue alla perfezione il crescendo della corposa linea melodica, impreziosita ulteriormente da un travolgente riff di chitarra elettrica nei ritornelli. Del resto dell’album, invece, meritano una menzione speciale “What Should I Say” e “Lack of Reason”.
Tags: Eef, recensione, What eef?








