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Egreen – FARE RAP NON È OBBLIGATORIO | Recensione | Primo Ascolto

Fare Rap Non È Obbligatorio: il manifesto di Egreen

“FARE RAP NON È OBBLIGATORIO” è più del titolo del nuovo disco di Egreen: è il suo motto, il suo slogan. Dal 2012, esattamente con l’uscita di “Bricks & Hammer”, questa frase ha contraddistinto il rapper che, con una dichiarazione diretta e provocatoria, ha sempre reso chiara la sua visione. Fin dai primissimi lavori, Egreen si è schierato contro quelle persone che hanno preso il rap come una moda, facendolo sembrare facile, ignorando gli sforzi necessari per creare un disco autentico.

Un momento di svolta per Egreen

Il nuovo progetto discografico, “FARE RAP NON È OBBLIGATORIO”, arriva in un momento di svolta per la carriera dell’artista: dopo aver rilasciato uno dei suoi album più acclamati (“Nicolás”) e aver ristampato il suo classico (“Il Cuore E La Fame”), Egreen ha da poco inaugurato Payback, la sua etichetta. Come intuibile anche dal discorso iniziale, i nomi scelti a rappresentare questa realtà sono persone che nel rap ci credono veramente. E crederci veramente non vuol dire necessariamente sperare di diventare milionari.

Una tracklist ricca di collaborazioni

Al primo sguardo della tracklist, salta subito all’occhio la presenza massiccia di featuring. Se Egreen non ha più nulla da dimostrare, i vari componenti della sua etichetta sì, e come prevedibile, nessun ospite ha deluso le aspettative. La traccia di apertura, “TANTI”, è un brano solista prodotto da Neazy Nez, in cui Egreen torna a sputare barre dirette, riaffermando con forza il concetto che “fare rap non è obbligatorio”, ma se scegli di farlo, devi farlo con passione e dedizione.

Tutte le scoperte in Fare Rap Non È Obbligatorio

Damn Daniel emerge come figura centrale del disco, mostrando tutto il suo talento su tracce come “POZ & MENEGHIN”, prodotta da Fabio Armato, “PATATE AL CARTOCCIO” e “NURMAGOMEDOV”, entrambe prodotte da Azukori. Il rapper di Varese non è nuovo nella scena, ma in questo progetto riesce a brillare particolarmente.
Peter Wit e Sesto Carnera affiancano Damn Daniel in alcuni brani, mostrando una chimica artistica e una capacità lirica notevoli, capaci di lasciare il segno. Anche artisti meno noti come Liffe e Barra1 regalano prestazioni memorabili, specialmente in “DAILY OPERATION”, prodotta da Aleaka, donando una freschezza inaspettata al progetto.
Roy Zen, nome già noto nel roster di Payback Records, compare in “BODONI” insieme a Brattini, su un beat firmato JayBee Vibes. Roy Zen si impone ulteriormente anche in “NON SEI TU”, traccia conclusiva che mette il punto esclamativo sulla filosofia dell’album, accompagnato da Deal The BeatKrusher e Riccardino. Ognuno di questi artisti, in modi diversi, conferma la propria attitudine autentica verso il rap, contribuendo a elevare il livello complessivo del progetto.

Fare Rap Non È Obbligatorio: un manifesto di autenticità

“FARE RAP NON È OBBLIGATORIO” non è un semplice titolo, ma un manifesto che Egreen ha costruito nel tempo, sintetizzando la sua esperienza artistica e personale in un album che diventa un punto di riferimento per chi vuole vivere il rap con autenticità. In un’industria musicale spesso dominata da mode passeggere e formule commerciali, Egreen si distingue con un progetto crudo, diretto, senza compromessi, che pone la sostanza e l’attitudine al centro della sua proposta musicale.
L’obiettivo dichiarato dall’artista è quello di creare ponti generazionali, promuovendo valori genuini e una visione sincera della cultura hip-hop. La passione, infatti, emerge chiaramente da ogni singola barra, trasmettendo l’importanza di fare musica non per obbligo, ma per necessità espressiva e culturale. È proprio questo approccio sincero e appassionato che fa di “FARE RAP NON È OBBLIGATORIO” un lavoro significativo, destinato a lasciare un segno profondo sia tra gli appassionati storici che tra i nuovi ascoltatori.

Conclusioni

Con questo disco, Egreen ribadisce ancora una volta il suo ruolo di guardiano del rap autentico: il progetto si rivela un’esperienza da vivere intensamente, traccia dopo traccia, scoprendo il talento e l’attitudine di ogni artista coinvolto. “Fare Rap Non È Obbligatorio” diventa così un album imprescindibile per chiunque voglia capire davvero il senso più profondo del rap italiano contemporaneo.

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