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Ele A – Acqua | Recensione | Primo Ascolto

Introduzione all’EP “Acqua”

Dopo il successo di “Globo” arriva “Acqua”, il nuovo EP di Ele A. La giovane artista classe 2002, originaria di Lugano, è tra le emergenti più interessanti del rap italiano, e finora è stata capace di distinguersi dai suoi colleghi per l’approccio e la scelta delle produzioni. Diversamente dai suoi coetanei, la rapper è influenzata maggiormente dalle sonorità anni ’90, e questo si riflette anche nei testi: molto curati dal punto di vista della metrica e dei contenuti.

A differenza del suo lavoro precedente, in questo EP possiamo trovare diversi tentativi di uscita dalla propria zona di confort, grazie ad un mix di sonorità che spazia dal rap classico agli elementi di jazz, funk ed elettronica. Questo progetto non solo riflette la versatilità di Ele A ma esplora temi profondamente personali e universali, simboleggiati dall’elemento dell’acqua per rappresentare la fluidità e la trasformazione, sia personale che sociale.

Tracce che definiscono l’opera

L’acqua è l’argomento centrale che fa da collante all’intero progetto: dal primo brano, “Ko”, alle riflessioni su come il moderno ci allontana dalla realtà, Ele A usa il rap come uno strumento per esplorare e discutere la modernità liquida di Zygmunt Bauman. La traccia “Oceano” vede la partecipazione di Nerissima Serpe, il cui stile complementare aggiunge un ulteriore strato di profondità al progetto. Questa collaborazione non solo amplifica il tema dell’acqua ma rafforza il messaggio di Ele A sulla connessione e la comunità nel mondo della musica.

 

“Nodi” cambia ancora atmosfera, con un ritmo più frenetico e incalzante, ed un testo che si scontra con i suoni. Nelle strofe, Ele A riflette sugli sbagli commessi in passato, si autocommisera e nel ritornello afferma di non voler rivivere situazioni snervanti, ma non avendo la soluzione in tasca si affida solo al tempo per guarire le ferite.

Una tematica simile viene affrontata in “Neve”, dove una Ele A sempre molto riflessiva pone l’attenzione su quelle giornate grigie, in cui tutto va male e si cerca di nascondere la malinconia. È interessante notare come, nonostante le chiare influenze del passato, la rapper affermi di ascoltare “Roll In Peace” di Kodak Black per distrarsi: una scelta che non ci saremmo mai aspettati, e che dimostra ulteriormente la poliedricità dell’artista.

Infine, è impossibile non menzionare “Dafalgan”. Il brano prende il titolo dall’antidolorifico, e la traccia ruota attorno alla noia di Lugano: una città ricca ma con poco e niente da offrire. Questa mancanza di stimoli affligge l’autrice, che si sente anestetizzata dalle emozioni e paragona la sensazione a quando si mischiano l’alcol e i medicinali.

Innovazioni e influenze musicali

Collaborando strettamente con il suo produttore Disse, Ele A ha creato un suono distintivo che si distacca dal convenzionale, intrecciando il rap con influenze jazzistiche, un omaggio agli anni ’90 e alle radici musicali impartite dal padre. Questa fusione crea un suono che è sia nostalgico che fresco, dimostrando la capacità di Ele A di omaggiare il passato mentre si proietta verso il futuro della musica rap, creando un prodotto eterogeneo, coerente con il personaggio.

Impatto e prospettive future

“Acqua” può essere un punto di svolta nella carriera di Ele A, mostrando la sua maturità come artista e la sua capacità di influenzare e ispirare. Mentre ha già annunciato il suo tour, sia a livello nazionale che internazionale, è chiaro che Ele A non solo sta facendo una dichiarazione con il suo EP ma sta anche plasmando il proprio futuro all’interno del rap italiano, con il suo approccio peculiare e la sua visione artistica.

Brano preferito: Neve

 

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