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#EMERGENTI – EMAN – EMAN [RECENSIONE]

Eman, con il suo album omonimo, ci ha davvero colpiti: sonorità per nulla scontate, a tratti esplosive, e testi intimi curati nei dettagli. Sì, Eman ha trovato la giusta ricetta per emergere, lasciandoci in dote l’album emergente che più è garbato alla nostra redazione questa settimana.

 

Il cantautore calabrese presenta questo nuovo progetto a tre anni esatti di distanza dall’ultimo lavoro, ”Amen”, che già ai tempi spiccava per grinta e originalità, ed il suo nome è circolato con una certa frequenza in questi giorni che precedono il concerto del primo maggio a Roma, dove Eman sarà tra i protagonisti.

”Danziamo dentro al fuoco” è la traccia che apre questo lavoro, dove emerge immediatamente un Eman energico e volitivo, che va a raccontare l’esaltazione e le difficoltà che la vita ci affibbia; asperità che s’invita a superare in ”Icaro”, un brano ambizioso dal ritmo incalzante, che esorta ad alzare il livello d’attenzione per imporsi.

”Fiume” è un ulteriore invito a crederci ad oltranza, con brama ed esperienza, mentre a partire dall’introspettiva ”Giuda” il mood dell’album passa su toni più insicuri e meno tenaci, come confermato in ”Tutte le volte”, che va a descrivere con rimpianto l’interruzione di un rapporto sentimentale per divergenze comportamentali e caratteriali, che ne hanno impedito il dialogo.

In ”Silk”, forse la traccia più tendente all’ utilizzo di sonorità dance, Eman ripropone i suoi quesiti esistenziali, rimproverandosi il fatto di essere troppo sensibile, esageratamente sognatore, e poco cinico; ”Milano”, settima traccia dell’album, ci offre  una visione della città meneghina piuttosto noiosa e scontata, che non riesce ad interagire con il suo carattere introverso.

”Senza averti vista mai” racconta l’invasamento dell’autore per una fanciulla non avvezza al suo interesse, che dall’intensità del brano ci sembra essere importante; ”3 A.M.”, invece, ci racconta la fotografia di una nottata trascorsa a passeggiare, e a riflettere.

L’album si chiude con un pezzo dedicato ai suoi affetti familiari: in ”Ritorno a casa (La ballata di Aldo il clochard)” Eman narra le sensazioni provate nel tornare tra i propri cari, descrivendone l’emozione. 

In definitiva, quest’album ha davvero poco da invidiare alla concorrenza: pochi in Italia hanno l’originalità compositiva e musicale di questo ragazzo, che può decisamente imporsi anche a livello radiofonico. Bravo Eman, siamo curiosi di vedere e sentire la tua energia esplodere al Concertone. 

 

 

TRACCIA PREFERITA: ICARO

GIUDIZIO FINALE
7.5/10
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