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Enrico Lombardi – Niente paura, il fuoco | Recensione | Primo Ascolto

Edito per Kutmusic, “Niente paura, il fuoco” è il titolo evocativo ed emblematico del debut album di Enrico Lombardi, che propone il suo primo long play dopo aver rilasciato una lunga serie di singoli.

Preannunciato dalle tracce “Tutto un casino” e “Ballata al cuore ingrato” il disco, composto da dieci brani, è un progetto che ben si colloca nel panorama alternative rock. L’autore, infatti, ha scelto di scostarsi dalle sonorità prettamente cantautorali messe in campo nei primi progetti, virando verso ritmiche più incalzanti e dalle influenze che strizzano l’occhio a diversi generi, compreso il jazz.

La voce calda e graffiante di Enrico si alterna a riff di chitarra ben studiati e ottimamente congegnati, all’interno di brani dalla struttura suggestiva. Il concept del progetto si basa sul caos che può derivare dalla ricerca personale, con alti e bassi, fallimenti e rinascite: ascoltare “Niente paura, il fuoco” è come navigare attraverso un mare di incertezze personali, affrontando cadute e riprese nel processo di scoperta di sé stessi.

Una visione artistica che racconta una certa profondità nell’approccio all’esistenza, anche considerando che il progetto è ampiamente ponderato: la sua lavorazione, infatti, è iniziata nell’ormai lontano 2018. Il comune denominatore di tutte le canzoni, pur non trattandosi di un concept album a livello pratico, è la ricerca costante di un dialogo, ampiamente contaminato dall’introspezione dell’autore.

Una commistione che smuove un’energia interna, capace di plasmare tutte le azioni della nostra vita: Enrico Lombardi ci regala un prodotto ben concepito, che offre all’ascoltatore un’esperienza musicale ricca e piena di energia, fra sonorità sanguigne e graffianti inserite in brani dalla forte verve spirituale e creativa.

Traccia preferita: “Scintilla n.1”

 

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