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Entics: “Il mio nuovo album, libero da compromessi” [INTERVISTA]

Abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con Entics, uno dei maggiori esponenti della musica reggae/dancehall italiana, in procinto di rilasciare un nuovo progetto discografico, intitolato “Authentics” e disponibile dal prossimo venerdì.

Ciao Cristiano, è un piacere averti su Primo Ascolto. Pochi giorni ci separano dalla release del tuo nuovo album, quinto progetto ufficiale di un percorso artistico lungo oltre un decennio: cosa va ad aggiungere questo lavoro rispetto all’Entics che conosciamo?

Ciao ragazzi grazie a voi.
“Authentics” è un progetto che si è scritto da solo. Durante i periodi di pandemia, come molti, ho trovato ispirazione da momenti di riflessione, mettendo in stand by lo stress della vita quotidiana. La domanda che mi fai è interessante. Essendo in questo gioco da molto tempo “l’Entics che conoscete” ormai non credo di conoscerlo nemmeno io!
Ho cercato di confezionare qualcosa di libero da compromessi, che rispecchiasse chi sono io come persona piuttosto che come personaggio.
Lo sento molto mio ed attuale.

Hai deciso di affidarti alle mani dei Bizzarri, producer ben noti nel panorama reggae, oltre che di ripartire da capo, visto che “Authentics” è il primo long play ufficiale lontano da Sony Music: quali aspettative si pone un’artista, sopratutto a livello di vendite/ascolti, nel lasciarsi alle spalle un contratto con una major?

Sinceramente non ho aspettative, non so nemmeno se avrei di nuovo voglia di mettermi in gioco così tanto come in passato.
Quello che mi interessa è che arrivi a chi se lo merita, a chi ha un background per capirlo. Il fatto di aver finalmente trovato coi Bizzarri una buona affinità creativa mi permette di vivere tutto con assoluta leggerezza, non punto tutto sulla musica a livello economico, ma punto sulla musica come mia espressione artistica e come evasione da tutto il sistema spesso stressante.
Ho voglia di fare solo quello che mi va di fare.

Tornando ad “Authentics” ci si aspetta un Entics spontaneo e lontano dai cliché, anche per merito di un indipendenza discografica che mira a rivitalizzare il tuo rapporto con la musica: quanto ha influito effettivamente nella realizzazione del progetto non dover rendere conto a niente e nessuno, se non a sé stessi e possibilmente alla propria fan base?

Di sicuro interfacciarsi in fase creativa con persone che hanno lo scopo di confezionare un buon prodotto, anteponendolo a fini commerciali,
genera un’esplosione di idee genuine che ovviamente si percepiscono.
Tante volte ascoltando la radio ho come la sensazione del contrario, non mi emoziono.

Pochi giorni fa hai annunciato Vacca come ospite del nuovo progetto, a fortificare un amicizia e stima artistica che negli anni si è sempre mantenuta costante.
C’è qualche altro artista del mondo rap con cui hai mantenuto saldamente i rapporti? Nei primi anni di carriera hai collaborato il tutto il meglio della scena, oltre ad essere uno degli artisti più in vista della Tempi Duri (label di Fabri Fibra, ndr) con cui non è finita benissimo…

Non faccio molta vita mondana in generale, quindi non ho mantenuto saldi rapporti con molti dei miei ex colleghi. La scena lo dice la parola stessa, è stata una scena, adesso ce ne sone tante. Io ho fatto parte di questo mondo rap sempre da ospite ma non è che lo sento tanto mio sinceramente.

A proposito di rap, come giudichi l’ascesa che negli anni il genere ha ottenuto nelle vendite e sopratutto negli ascolti? C’è qualche artista nostrano che apprezzi particolarmente di quel mondo?

Non mi sono mai definito rap, non ascolto praticamente nulla di quello che esce.

Ultima domanda, prima di salutarci: cosa bolle in pentola nel futuro a breve termine di Entics dopo la release? Si sta muovendo qualcosa a livello di live?

Voglia di suonare molta, vediamo se ci permetteranno di mettere in piedi belle situazioni come spero.

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