- per Antonio Contu'
- in Recensioni
- on 01/10/2024
Recensione di “The World Is Dong Mixtape”
La genesi del mixtape
Se siete fan di vecchia data del rap, sarete contenti di sapere che “The World Is Dong Mixtape” è un tape nel vero senso della parola: strumentali “rubate” e rime. Niente di più, niente di meno. Anzi, se proprio vogliamo essere precisi, qualcosa di diverso c’è: il numero di esiguo di tracce. Quelli come noi, cresciuti con i mixtape di 50 Cent, Lil Wayne, Guè e Noyz Narcos, sanno bene di cosa stiamo parlando, ma tutto ciò non è un problema perché questo breve side project sembra essere l’anticipazione di qualcosa di più grande: il nuovo album di Enzo Dong.
Come solito in questo tipo di progetti, la regola numero uno è dare spazio al proprio talento: non importano gli argomenti trattati, l’importante è spaccare. E che piaccia o no, Enzo Dong ha spaccato. Nonostante siano tanti anni che non esca con un disco ufficiale, che sia sempre meno presente come ospite nei dischi dei colleghi, sembra che il tempo non si sia mai fermato per il rapper napoletano. Difatti, ascoltare le sette tracce che compongono “The World Is Dong Mixtape” è come fare un tuffo nel 2018.

Le tracce di “The World Is Dong Mixtape”
“NATU IUORN” utilizza la strumentale di “BAND4BAND” di Central Cee feat Lil Baby e anche se al giorno d’oggi molti non capiscono ancora la differenza tra trap e drill, possiamo constatare la capacità del rapper di adeguarsi senza problemi a questo nuovo genere. Cosa che, per esempio, non possiamo dire di Lil Baby nella traccia originale. Il tape prosegue con un’altra produzione nota – se utilizzate TikTok la riconoscerete al primo secondo –, ovvero quella di “Wack Jumper”. Qua Enzo è riuscito a parlare in modo strafottente di strada, con quel pizzico di arroganza che gli ha permesso di usare nel modo giusto uno dei beat più apprezzati degli ultimi anni.
“SOLA IN GALERA” cambia il mood del disco: nonostante le sonorità latineggianti, il testo è molto profondo. Nelle strofe Enzo Dong parla della classica relazione tossica tra due amanti: lui descritto come una persona narcisista, gelosa e possessiva, lei come vittima del fidanzato, incapace di recidere i legami. “NAPOLI – JUVE” è il seguito spirituale di “HIGUAIN”, e se nella traccia precedente si parlava di donne maltrattate, ora si parla (anche) di donne traditrici, senza dignità.
“BABY T’AM” è la versione italiana di “U My Everything” di Sexy Redd e Drake: il ritornello, eseguito da Lady Dong, unico feat presente nel mixtape, riprende pari pari l’originale. Persino il tono di voce è molto simile. E questo può essere sia un aspetto positivo che uno negativo, perché la rapper di Atlanta è molto criticata proprio per il suo tono di voce (oltre che per le liriche fin troppo esplcite). Ma se si cerca di essere obiettivi, la traccia è indiscutibilmente ben realizzata.
“IL KARMA GIRA” è una traccia dal ritmo contagioso che potrebbe spopolare sui social. Il testo è spensierato: nulla di troppo elaborato, ma allo stesso tempo funzionale all’interno del progetto perché potrebbe essere quella capace di dare il boost di visualizzazioni al disco. Infine, “CORLEONE”, che come prevedibile dal titolo utilizza il sample de “Il Padrino”, usato anche da tantissimi rapper oltreoceano. Anche qui, il tema principale è la strada e l’orgoglio per la propria provenienza.

Conclusioni
Insomma, anche se di breve durata, “The World Is Dong Mixtape” ci fa capire che Enzo Dong ha ancora un sacco di assi nella manica. Se fosse stato più costante con le uscite, probabilmente sarebbe tra i top rapper in Italia ancora oggi e non ci ritroveremmo a parlare di lui come un artista che deve dimostrare qualcosa, ma come uno affermato che continua a fare bene il suo lavoro. Se questo è il preludio del nuovo disco, non possiamo che attenderlo con impazienza.
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Tags: enzo dong, rap italiano, recensione, The World Is Dong








