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ERNIA – GEMELLI [RECENSIONE]

La terza raccolta d’inediti in quattro anni del rapper milanese Ernia s’intitola “Gemelli”, album di dodici tracce edito per Universal e Island Records.
Un progetto molto atteso, ed una sorta di consacrazione preannunciata: il 26enne Matteo è infatti considerato tra gli artisti più completi a livello tecnico lirico del panorama hip-hop nostrano, e le attese riposte nel nuovo album non verranno assolutamente deluse.
Il rapper si dimostra come sempre fortemente incisivo ed “on fire” su ogni barra, senza correre mai il rischio di risultare banale: anche nelle sfumature più sentimentali del progetto (e dunque più pop e radiofoniche) Ernia riesce a non sacrificare il suo livello di scrittura, tra cronostorie in cui ammette i propri errori ed intime riflessioni; anche le ponderazioni più critiche ed introspettive si mantengono di pregevole fattura, ed in brani come “Morto dentro” oppure “Fuoriluogo” con Madame riescono a colpire l’ascoltatore proprio per l’inopinabile valenza dei testi.
La riuscita di “Gemelli” viene puntellata anche dal rango delle produzioni contenute all’interno: merito di Zef e Marz, quest’ultimo esploso a livello di popolarità grazie al lavoro effettuato sull’ultimo album di Marracash, capaci di fondere sonorità rap, trap e urban con forte disinvoltura.
Impossibile, poi, non menzionare il tributo dell’artista assieme ai colleghi e amici Tedua e Rkomi al brano “Puro Bogotà” della Dogo Gang, trasformato per l’occasione in “Puro Sinaloa”: il pezzo trasuda di riconoscenza nei confronti della vecchia scuola rap, che non può far altro che apprezzarne il valore ma soprattutto il peso spedifico del gesto.
“Gemelli” potrebbe dunque risultare un ottimo compromesso per chi si vuole approcciare alla musica rap di casa nostra, ormai a tutti gli effetti mainstream: Ernia ha compreso l’esigenze di una larga fetta di pubblico, e le ha proiettate in un prodotto appetibile da (quasi) tutti.

 

TRACCIA PREFERITA: VIVO

GIUDIZIO FINALE
7.5/10

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