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Ex-Otago – Auguri | Recensione | Primo Ascolto

Gli Ex-Otago sanno benissimo come esprimere la propria dualità all’interno del nuovo disco “Auguri“, e non capiamo se ci stanno effettivamente festeggiando augurando sarcasticamente di andare avanti in questa vita, che ci manda sempre un po’ alla deriva. Un pop cantautorale che ci culla le orecchie e l’anima, e grazie alla collaborazione con alcuni grandi artisti e amici, la band genovese colpisce di nuovo nel segno.


Iniziamo con “Mi sei mancata (Quiete)” che ci introduce dentro il mondo concreto e sincero degli Ex-Otago, dove la routine è padrona di tutto: una vita così ripetitiva che, appena troviamo finalmente un momento di quiete, che sia grazie ad una persona o ad una crescita personale, ci sentiamo finalmente una barca che ritorna in acque tranquille, che naviga verso un orizzonte che finalmente riusciamo a percepire. E allora addio, ricordi lontani, adesso la nostra barca ha dei remi solidi che la porteranno lontano.

“Non credo più a niente” vede la collaborazione di Olly, e attraverso un beat più catchy e coinvolgente balliamo con le nostre sofferenze e accettiamo che non riusciamo ad essere superficiali, e che tanto, di qualcosa dovremo pur morire. Ci spostiamo dalle cattiverie ed entriamo dentro il nostro personalissimo momento zen, riconoscendoci “Esseri speciali”. Attraverso un incontro di boxe con noi stessi, cresciamo in fretta e cresciamo sempre di più, una caduta dopo l’altra. Duemilaottocento elementi suonano i nostri sentimenti e allora voliamo via, così speciali e stupidi come siamo.

“Con te” è una canzone d’amore alla Ex-Otago, fatta di contraddizioni e di gratitudini: “ah che fortuna, non essere morto prima, e averti vista cucinare nuda, e averti chiesto scusa, ah che fortuna, averti vista in piazza quella sera”. Ce ne freghiamo di tutto e di tutti, esistiamo solo noi, ed è proprio “Soli” con i Coma_Cose che ci fa capire quanto non siamo mai soddisfatti di ciò che abbiamo, trovandoci sempre a digrignare i denti la notte.

“Mondo Panico” insieme a Fabri Fibra è una conversazione tra amici: cerchiamo di stare sempre in equilibrio, ma questo mondo ci provoca solo ansie e confusioni, tra “dipendenze e voglia di essere autonomi”, e ci ritroviamo con in mano solamente “La puzza della città”.

“Forse non si può” volere tutto in questa vita, ma a volte fare il contrario di quello che si potrebbe fare è proprio quello che ci vuole: non rispondere subito a quelle cento notifiche che ci inseguono, mangiare con le mani in un posto chic, cantare sulla metro…ma forse non si può. La nostra vita è diventata una serie di finali: è tutto provvisorio, ha quindi senso sforzarsi così tanto? È meglio lasciare perdere tutte le “Stronzate”: basta relazioni a caso, basta trattenere quei rapporti che stanno scivolando via, basta con le incomprensioni e le futilità, perché la vita è una sola.

Gli Ex-Otago con “Auguri” ci fanno ballare e riflettere, un connubio che solo loro riescono a non fare sembrare mai banale: lasciamo perdere le cazzate, ed amiamoci tutti.

Traccia preferita: “Stronzate”

 

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