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Fabrizio Moro – La mia voce [RECENSIONE]

A distanza di quasi tre anni dal suo ultimo progetto inedito “Figli di Nessuno”, lo scorso 4 febbraio Fabrizio Moro ha rilasciato sul mercato discografico il suo nuovo EP, intitolato “La mia Voce”.

Il progetto si apre con la title track: un brano a tratti quasi rappato, in cui l’artista manifesta senza troppi peli sulla lingua tutta la sua grinta e la sua voglia di far sentire la propria voce, soprattutto a chi ha provato negli anni, ovviamente senza successo, ad impedirgli di perseguire il suo sogno: <>;
a seguire troviamo “Sei tu”, con cui l’artista romano ha partecipato al 72mo Festival di Sanremo: una vera e propria lettera d’amore e di gratitudine che l’autore ha sentito il bisogno di dedicare ad una persona che lo ha sostenuto e lo ha salvato nei momenti in cui la depressione stava prendendo il sopravvento, e che gli è valsa il dodicesimo posto finale in classifica e, soprattutto, il Premio “Sergio Bardotti” per il miglior testo in gara.
Un ulteriore trofeo si aggiunge quindi alla bacheca sanremese di Moro, dopo la vittoria nella categoria Giovani nel 2007 e nella categoria Big nel 2018 insieme ad Ermal Meta.

Nota di merito per “Era Bello”, il brano che chiude l’EP, in cui Fabrizio Moro scrive di una relazione ormai terminata, a cui volge lo sguardo con parecchia malinconia e nostalgia; un amore che probabilmente l’autore avrebbe desiderato che non si fosse mai concluso: <>.

Le rimanenti tre canzoni dell’EP purtroppo non risultano all’altezza delle altre qui sopracitate; “La mia voce EP” di Fabrizio Moro risulta in generale un progetto poco originale, ma, nonostante ciò, risulta comunque abbastanza godibile. Un disco che scorre tranquillamente, ma che non lascia nulla di particolarmente nuovo agli ascoltatori.

 

TRACCIA PREFERITA : Era bello 

TESTI
4.2/5
MUSICA
3.7/5
ORIGINALITA'
2.7/5

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