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Finley – POGO MIXTAPE VOL.1 | Recensione | Primo Ascolto

Nonostante siano miei coetanei, chi scrive questa recensione ha fatto parte di una generazione che ha solamente sfiorato il periodo d’oro dei Finley. Forse anche perché troppo legato al punk-rock più underground, quello in cui Porno Riviste o Derozer riempivano qualsiasi Festa della Birra, non sono mai riuscito a costruire un legame emotivo con la band di Legnano; il loro essere sotto major, poi, disturbava particolarmente gli ideali che riponevo verso quel genere, che in Italia non aveva mai avuto troppi precursori mainstream.

Dopo quel biennio clamoroso (2006-2008), i Finley hanno dovuto rimodellare le loro ambizioni. Il Punk Rock ed il Pop Punk in Italia era già demodé, dunque per il quartetto c’è stato un lento declino, sia a livello di posizionamento nelle classifiche che nella fanbase, quest’utlima formata principalmente da giovanissimi che, crescendo, hanno modificato le loro priorità musicali.

POGO MIXTAPE VOL.1“arriva in un momento di riscossa per il Pop Punk Made in Italy, che i Finley giustamente provano a sfruttare a loro favore. A sette anni dal loro ultimo album, Ka, Dani, Pedro e Ste sono tornati per ricordare al nostro popolo chi ha davvero reso accessibile questo genere in Italia: un dettaglio non trascurabile, a cui bisogna dare la giusta attenzione e merito.

In questo nuovo album non si respira però livore per i bei tempi andati, ma piuttosto tanta, tantissima voglia di collaborare con i molteplici ospiti presenti che si prestano alla forte energia della band, caratteristica che fa da filo conduttore a tutto il lavoro. La collaborazione iniziale con J-Ax in “GOONIES” offre una riflessione più personale, mentre “PORNO” con Naska si immerge in una narrazione di attrazione sia fisica che mentale, sempre con uno stile Punk Rock melodico ed accessibile.

La traccia “KILLER” con Rose Villain si distingue per l’aggiunta di sonorità urban che ben si adattano alla voce dell’ospite, e il testo che narra di una relazione tormentata; “PERDONACI” riesuma un altra band fortemente in voga attorno alla fine degli anni ’10, i Dari, e si distingue per il suo testo piuttosto significativo.

“F.A Q.” con DIVI dei Ministri crea un interessante parallelismo tra il percorso artistico del gruppo e le loro vite personali, mentre “FUORI DI TESTA” con Walls descrive uno stile di vita al limite; “BLOCKBUSTER”, con le Bambole di Pezza, condivide tematiche simili al pezzo co Rose Villain, esplorando le dinamiche di una relazione complessa.

“A ME PIACE IL PUNK ROCK” con Ludwig celebra l’atteggiamento ribelle del genere, mentre “I MIEI AMICI” con i Punkreas si sposta verso sonorità meno melodiche e una leggera inclinazione verso lo ska; “BUD SPENCER” con i Fast Animal and Slow Kids adotta un tono più hardcore, riflettendo sulle sfide della nostra esistenza.

“Politically correct” con Benji, già rilasciato lo scorso anno, si distingue come il brano più pop del mixtape; “DIVENTERAI UNA STAR” con La La Love You è un remake accattivante di uno dei loro brani più noti, con strofe in spagnolo che aggiungono un tocco internazionale.

“ELETTROSHOCK” con Sethu si presenta come un pezzo gradevole nel testo e all’ascolto, mentre “HAI PAURA DEL BUIO?” con Fasma chiude il progetto con un approccio musicalmente più variegato, quasi crossover, ed un testo introspettivo.

In conclusione, “Pogo Mixtape vol. 1” è un album prodotto con tutti i crismi, soprattutto dal punto di vista musicale; più trascurabile, invece, l’approccio lirico, che si rifà costantemente al concetto di festa e relativa spensieratezza, con pochi acuti a livello emotivo. Il quartetto lombardo non si è snaturato né tantomeno reinventato, facendo quello che meglio gli riesce: suonare un piacevolissimo Pop Punk Rock mantenendo un’identità distintiva, che poi è ciò che gli ha permesso di resistere in tutti questi anni fuori dai circuiti elitari della musica italiana.

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