
Sofia Briscese, in arte fluente, ci ha travolti di nuovo. A due anni da “figliafutura”, di cui avevamo già parlato nei nostri canali, rieccoci alle prese con immagini e fotografie evocate dai testi del suo nuovo EP, intitolato “femmina“: qui suoni ricercati e beat ipnotici ci trascinano lontano dalla monotonia, mentre la vita si svela come un viaggio attraverso i ricordi.
“femmina” è il progetto discografico di un’artista che ha fatto della parola e del suono un’estensione della propria interiorità. Classe 2001, fluente riesce a costruire un universo sonoro intimo e stratificato, dove la fragilità diventa forza ma la memoria si fa materia viva. Il progetto nasce da un’urgenza espressiva autentica, che si nutre di esperienze personali e di una sensibilità acuta verso ciò che è invisibile agli occhi ma tangibile nel cuore: Sofia porta dentro ogni traccia un frammento di sé ed un tassello di un’identità in divenire, che si racconta senza filtri ma con una cura poetica rara.

Il brano d’apertura, omonimo, ci immerge dentro le sfumature rosa che da sempre accompagnano l’artista: soprammobili che non le appartengono ed una costante presenza di persone intorno, tranne quella volta in cui è rimasta sola. Tanto gli è bastato per precipitare in un baratro che, da tinta gradita, finisce per somigliare fin troppo al nero.
In “chemomento” rincorriamo uno spiraglio di felicità, intimità, verità, quella che cerchiamo di non perdere mai. Ma anche l’amore, inevitabilmente, muore. O ci fa morire: ci soffoca, ci stringe, ci controlla, ci tradisce proprio quando meno ce lo aspettiamo. Ci tuffiamo nel mare per liberarci dai pesi nascosti, senza sapere cosa ci faccia più male. L’acqua lava via tutto: possiamo riemergere leggeri come piume, oppure essere trascinati giù.
Incontriamo “Marco”, un amore lontano: due persone fisicamente separate dai luoghi, ma unite da menti che non vogliono lasciarsi andare. La vita si mette in mezzo, intralcia i piani, ed il mondo è troppo vasto per ritrovarsi nello stesso momento, nello stesso posto. E così restiamo soli, in un letto vuoto, tristi per amore. Tristi per noi.

Con “digiorno” sentiamo il vento in faccia, cercando di evitare le buche nascoste da chi giura di volerci bene. Camminiamo a testa alta, anche se spesso facciamo finta. Andiamo avanti nelle nostre lotte, dimostrando di essere grandi affrontando le sfide personali, anche se a volte perdiamo. Usciamo di notte, senza più speranze: la distanza ci fa male, e ci ritroviamo “animalixsempre”. Ci lasciamo azzannare dalla nostra stessa pelle, travolti da sentimenti confusi che si mescolano tra loro: la pazzia ci insegue, soprattutto se non riusciamo a catturare quegli occhi luminosi che vediamo anche nel buio. Chiude l’ottimo EP “A&B”, dove la voce di fluente ci parla all’orecchio: di lei, del mondo, degli altri, e di quanto sia difficile innamorarsi.
“femmina” è un progetto che racconta lo stato dell’essere dell’artista in tutte le sue sfaccettature più ricercate. Sofia si è dimostrata profondamente consapevole delle sue capacità: ci culla con la sua voce, e noi ci abbandoniamo a lei.








