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Gaspare Pellegatta – Post amarcord [RECENSIONE]

Da Laveno Mombello, in provincia di Varese, arriva un album che non è solamente un disco: si tratta di un mix di soluzioni sonore e ritmiche solo in apparenza stravaganti, ma ben articolate e studiate in profondità. Il nome dell’artista è Gaspare Pellegatta, ed il nome del suo primo progetto inedito è “Post Amarcord”, pubblicato per Artist First.
È un disco allegro ma non troppo, fatto di frasi che si percepisce subito rientreranno presto tra le citazioni preferite dell’ ascoltatore ( “litigare con te come andare al camposanto”, ndr “Camposanto”), dimostrando di non poter essere relegato semplicemente allo status di “prodotto indie commerciale”, che una volta raggiunta la notorietà tramite un pezzo sparisce nel nulla.
Gaspare ci fa ruotare intorno ai temi della fine e del rimpianto, della spensieratezza e dei ricordi che si ancorano a parole che sono flussi di coscienza ( “a Milano cercavo te”, da “Balcone”); Ci fa viaggiare non solo geograficamente ( “Laveno”, “Varazze”, “Amsterdam”), ma anche con l’ausilio di melodie acustiche eccellenti, come nella stessa “Laveno”, dove un violino raffinato ed evocativo irrompe all’improvviso, con una bellezza uditiva seducente e chiara.
Pellegatta ci fa così conoscere i suoi gusti, immettendoci nella sua vita attraverso le note (“Toronto panda Eyes” è un ‘tributo’-chiamiamolo cosi- a Misread” dei Kings of Convenience).
Ironico, appassionato, fantasioso e di talento, Gaspare ha sicuramente una lunga strada aperta davanti a sé. Le premesse ci sono tutte per farci ballare ed innamorare.
E non è cosa da tutti.

TRACCIA PREFERITA: Laveno

TESTI
3.7/5
MUSICA
3.5/5
ORIGINALITA'
3.5/5

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