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Gassa d’amante – Cose strane [RECENSIONE]

L’esordio discografico della band pop-alternative Gassa d’Amante s’intitola “Cose strane”, progetto con cui ci portano dritti a San Junipero: fin dalle prime battute ci si trova infatti catapultati in un paradiso terrestre, in cui le luci sono fluo e la gente dai capelli cotonati ha in mano un soft drink.
I sogni, come testimoniato dal brano d’apertura “Onirica”, rappresentano il filo conduttore dell’intero album, e si manifestano come nostalgia e necessità con un impellente bisogno di dissociarsi dalla realtà, per rifugiarsi, appunto, in un mondo di “Cose strane”.
Questa necessità viene ben percepita dall’ascoltatore, a cui viene regalato un biglietto di sola andata tra le luci e i colori che i Gassa d’amante riescono a ricreare.
Molto interessanti sono le strumentali in cui sintetizzatori, chitarra e batteria comunicano e coesistono alla perfezione: il risultato è un’atmosfera puramente pop, a tratti nostalgica, che si fa apprezzare volentieri; convincono anche i frequenti cambi di tonalità della voce di Marco, a certificare stati d’animo differenti a seconda del mood della traccia.
Le liriche completano bene quanto già creato dalla musica, anche se incorrono spesso nell’utilizzo di luoghi comuni che tolgono un po’ di valore alla caratura del progetto.
Nel complesso “Cose strane” è un long play che riesce, arriva bene agli ascoltatori nella sua semplicità e può essere considerato un ottimo punto di partenza per i Gassa D’Amante, forti di un background potenzialmente in grado di ottenere un’audience vastissima.

TRACCIA PREFERITA: Cose strane

TESTI
3/5
MUSICA
4/5
ORIGINALITA'
3.2/5

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