- per Antonio Contu'
- in Recensioni
- on 27/01/2025
“INDI” ci porta dentro l’introspezione di Gazzelle
Siamo tutti “un momento, dopo un momento” e ce lo racconta senza giri di parole Gazzelle nel suo nuovo progetto discografico “INDI”, aprendoci una finestra sul suo mondo e cantando direttamente alle nostre anime, alimentando proprio quel filo che illumina il cammino dei nostri pensieri, mentre dormiamo o sogniamo ad occhi aperti guardando il paesaggio circostante, sommerso da una patina di brina, con le parole del cantautore romano che ci riscaldano da dentro.
LE TRACCE DELL’ ALBUM
“Piango anche io” ci ricorda che è sempre meglio tornare a casa, soprattutto quando veniamo sopraffatti da emozioni così forti che non ci permettono di tirare un sospiro di sollievo, se non quando attraversiamo quella soglia, con il suo odore inconfondibile: ci lasciamo dietro il vento gelato che vuole trattenerci fuori, e, finalmente, entriamo in casa, pronti a rialzarci dopo l’ennesimo crollo. Una delle ballad più potenti del disco è “Grattacieli meteoriti gli angeli”, dove ci lasciamo cullare dal ritornello trascinante che ci ricorda quanto una persona può essere importante, e quanto può influire sulle nostre decisioni.
A volte ci sentiamo così legati a qualcuno che, se anche solo facciamo un passo falso e rischiamo di perderlo, ci manca il respiro. Un brano che ci scuote da dentro, che ci permette di alzare lo sguardo verso il futuro, e ci strappa una promessa: proveremo a farcela, nonostante tutto, nonostante il mondo contro, ce la faremo, con quella persona accanto possiamo continuare ad andare avanti.

“Quante volte hai visto andarsene, la felicità?”
Un Gazzelle ancora più nostalgico del solito ci ricorda che gli anni in cui sembrava tutto semplice sono passati, ma possiamo provare a spiare il mondo da dietro una tenda, mentre gli altri fanno finta di divertirsi. Ma “Noi no”, noi non abbiamo paura di mostrarci per quello che siamo, persone con un sorriso carico di malinconia, pieni di ricordi colorati che piano piano continuano a sbiadirsi, ed iniziamo ad abituarci alle sfumature, ai cuori ammalati, agli angoli sfocati delle foto.
Ci sarà sempre qualcuno per noi che è stato così importante ed è diventato parte dei nostri ricordi in poco tempo. I sentimenti non potranno mai sparire del tutto, ma si trasformeranno in affetto latente e con “Stammi bene” riusciamo a venire a patti con noi stessi. Ammettiamo che eravamo forse le persone giuste nel momento sbagliato di entrambi, che se non riusciamo ad amare noi stessi difficilmente siamo in grado di dare all’altro quello che si merita, ossia il nostro cento per cento, perchè siamo troppo occupati a guardarci dentro, a conoscerci meglio.
Non ci sono rancori, ma solamente uno sguardo perso, rivolto a quei ricordi che abbiamo insieme, e anche se un giorno ci scorderemo di quello che siamo stati, rimarrà sempre l’insegnamento che abbiamo tratto da quella esperienza, che inevitabilmente ci ha cambiato. “Come il pane” siamo noi che ci guardiamo intorno, che realizziamo che il mondo sta cambiando in peggio e i nostri sogni, così come noi, valgono così poco ora che siamo cresciuti e abbiamo perso l’illusione di farcela ormai da un po’. Ma abbiamo degli occhi da guardare, e mentre ci specchiamo in quel colore che abbiamo imparato a conoscere così bene, ci vediamo diversi, migliori, e ci accorgiamo che non c’è niente che cambieremmo, perchè se siamo arrivati fino a qui, un motivo ci sarà

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Siamo sempre alla ricerca di qualcosa, i nostri pensieri vorticano veloci sperando che prima o poi smetterà di piovere: possiamo dire “basta” quanto vogliamo, ma ci ritroviamo sempre “Da capo a 12” e guardiamo sconsolati il punto di partenza pensando “che fatica, respirare”. “Foglie” e “Il mio amico si sposa” sono due brani spensierati e sembra quasi che ci sorridano mentre li ascoltiamo: balliamo in mezzo all’autunno e rimaniamo storditi dalla gioia mentre sentiamo le campane della chiesa, ed è proprio in questi momenti che tiriamo le somme della nostra vita. Si sposano tutti, e noi come rispondiamo? Prendiamo un altro gatto.
Abbiamo imparato ad amare “Tutto qui” da Sanremo, così come “Mezzo secondo”, che ha anticipato l’uscita dell’album, ed è con “Non lo sapevo” che Gazzelle sceglie di chiudere il suo progetto. Una ammissione di colpa da parte del cantautore romano, che non riesce a gestire la nostalgia di una fine, ma all’improvviso la realizzazione: combatterla non è la soluzione, meglio costruire la propria casa sopra questo sentimento, che magari eravamo soltato felici e non lo sapevamo.
“INDI” di Gazzelle guarda al passato, al presente e al futuro della musica italiana. Il cantautore romano, attraverso l’estrema sensibilità della sua penna, riesce a raccontarci il suo mondo e a farci credere di farne parte per un momento: riusciamo a condividere i sentimenti nostalgici e malinconici dell’artista, perchè, alla fine, sono anche i nostri.
Traccia preferita: “Da capo a 12”
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Tags: gazzelle, INDI, recensione








