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Gega ci presenta il nuovo singolo: “Uso la scrittura come autoterapia” [INTERVISTA]

Tra gli artisti più interessanti passati recentemente dalla nostra redazione bisogna annoverare senza alcun dubbio Gega (al secolo Gennaro Junior Gallo), artista classe ’98 che ha recentemente rilasciato il secondo singolo in carriera, intitolato “Scappo su Marte“.
Ne abbiamo approfittato per fargli qualche domanda, così da poter comprendere il suo modus operandi durante la scrittura e per conoscere più a fondo la sua verve artistica, che si è dimostrata molto, molto interessante.

Ciao Gennaro, benvenuto su Primo Ascolto.
Da poche settimane è disponibile “Scappo su Marte”, il tuo ultimo singolo: un pezzo profondo, in cui emergono incomprensioni e malfiducia. Possiamo considerarlo un vero e proprio sfogo personale?

Assolutamente si, la scrittura per me è innanzitutto autoterapia! “Scappo su Marte” è un brano che ho scritto con l’esigenza di comunicare un preciso stato d’animo, una situazione dove le incomprensioni e la mancanza di dialogo portano una coppia a vivere in modo conflittuale il proprio rapporto, in un loop infinito di azioni che portano a commettere sempre lo stesso errore, più che a trovare una vera e propria risoluzione pacifica. L’obiettivo era unire un testo profondo e significativo ad un sound accattivante ed originale, che amplificasse il messaggio anziché sminuirlo.

Anche il tuo singolo di debutto, “Tristagram”, argomenta delle situazioni che sembri vivere in prima persona, pur nascondendo una critica sociale nemmeno troppo sottile.
Essere così emotivamente coinvolto credi sia fondamentale nella stesura del testo?

Dal mio punto di vista è fondamentale, essere emotivamente coinvolto è una mia caratteristica, mi dà modo di esprimere i concetti in maniera più coerente con me stesso, inoltre credo giochi un ruolo molto importante anche nel definire la mia identità artistica. “Tristagram” è un brano
moderno, che nasconde una critica sociale figlia di questi tempi. L’intenzione era quella di far riflettere sull’utilizzo che ognuno di noi fa dei social, essendo ormai queste piattaforme parti integranti della nostra vita sociale. L’ho scelto come singolo di debutto perché mi piaceva il parallelismo di mettermi a nudo con la mia musica, in un mondo dove tutti ormai indossiamo
maschere e/o filtri.

Un po’ indie, un po’ rapper e un po’ cantautore: in quale genere t’identifichi meglio?

La verità è che non esiste un genere preciso a cui sento di appartenere , la mia musica è
contaminata da tanti generi diversi che mi hanno influenzato positivamente negli anni. I brani che ho pubblicato al momento sono molto Hip-Hop nelle strofe e più Pop nei ritornelli, ma nulla esclude che in futuro non proverò a sperimentare abbracciando anche generi differenti.

La musica è diventata presto una parte importante della tua vita: la chitarra ricevuta in regalo da ragazzino ti ha spalancato un nuovo mondo, divenuto in seguito più di una passione.
Quali sono gli artisti che hanno ispirato maggiormente la tua crescita artistica?

Da piccolo ero super fan di Micheal Jackson, il king del Pop, forse lui è stato uno dei miei primi idoli. Crescendo ho sempre ascoltato tanta musica e mi sono appassionato a generi diversi in periodi diversi della mia vita, ricordo che alle superiori ero in fissa con le canzoni di Tupac, e in generale di tutta la corrente Hip-Hop americana dagli anni 90’ in poi. Poi c’è stato il periodo dei Nirvana, dei Police, dei Queen , dei Led Zepellin, dei Red Hot Chili Peppers ecc. Per quanto riguarda la musica italiana sono sempre stato affascinato dai grandi del passato, da Modugno a Lucio Battisti, da Lucio Dalla a Rino Gaetano, ma in particolare apprezzavo il mitico Pino Daniele, soprattutto per il suo stile blues di suonare la chitarra.

Hai rilasciato due singoli a distanza di breve tempo, preludio probabilmente di qualcosa di più corposo: cosa dobbiamo aspettarci dal tuo futuro discografico?

Al momento non c’è ancora nulla di definito nel mio futuro discografico, l’idea è quella di continuare a divertirmi con la musica che resta la mia più grande passione. Nei prossimi mesi continuerò con questa strategia di pubblicare singoli, in modo da creare una fan-base che mi supporti, a cui fa realmente piacere ascoltare i miei brani. In fin dei conti, ho realizzato che scrivere, suonare e regalare delle emozioni sotto forma di canzoni è la cosa che mi fa stare più bene in assoluto, quindi lo faccio in primis per soddisfare una mia necessità, e poi ovviamente con la speranza di raggiungere quante più persone possibili, che possano realmente apprezzare i messaggi che trasmetto nelle mie canzoni.

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