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Geims – Poser [RECENSIONE]

Doveva vedere la luce in autunno, ma alla fine ha deciso probabilmente fosse più propizio attendere il 2021: è uscito infatti il 15 gennaio il primo progetto inedito di Geims, Intitolato “Poser”.
Fin dai primi minuti del suo album d’esordio si palesa la vena rock dell’artista romano, riconducibile alla musica rock anni ‘60/’70 e contaminata da synth più vicini alle sonorità di fine secolo: il centrifugato di queste melodie porta all’attenzione un sound volutamente variegato, oltre che inevitabilmente energico.
L’album non è un progetto complesso, anzi: è un lavoro che fluisce senza appesantire, per merito dei testi e del modo di cantare di Geims che si ricollega al filone indie, oramai divenuto in Italia tra più generi più ascoltati.
L’album indaga due aspetti molto sentiti dall’autore: quello della quotidianità, descritta in canzoni come “La fine del Mondo” e brani più introspettivi, i quali analizzano le paure del passato in relazione alle angosce per il futuro, come carpibile in “Questa città”.
L’animo punk di Geims, con “Poser”,si rivela meno sbarazzino, più concentrato e più attento alle diverse tematiche affrontate: ne gioverà tutto il progetto, che riesce ad assumere un significato più profondo e, sicuramente, più realistico.

TRACCIA PREFERITA: LA fine del mondo

TESTI
3.2/5
MUSICA
3.5/5
ORIGINALITA'
3.2/5

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