info@primoascolto.it

Geolier – DIO LO SA | Recensione | Primo Ascolto

DIO LO SA”, il terzo album del rapper napoletano Geolier, all’anagrafe Emanuele Palumbo, è un’opera che consolida ulteriormente la posizione del rapper come principale rappresentante della scena musicale (non solo) napoletana contemporanea. Dopo il successo multiplatino di “IL CORAGGIO DEI BAMBINI” (2023), Geolier torna con un progetto che rappresenta il giusto mix tra rap e canzone campana, con incursioni musicali che spaziano dal country alla musica latina, il tutto senza mai oltrepassare i confini del genere.

L’album, composto da ben ventuno tracce, è una finestra su Napoli che si mostra al mondo. È un disco corposo, ricco di idee musicali interessanti, di campionamenti e atmosfere dense che Geolier riesce a tenere assieme in maniera egregia, grazie alla sua capacità di approcciarsi a qualsiasi produzione con personalità e credibilità. “DIO LO SA” stupisce per l’utilizzo di flow diversi, ritornelli accattivanti, rappate serrate e tante linee melodiche pop che esprimono un estro artistico più libero rispetto ai lavori precedenti.

Già nella traccia di apertura, “PER SEMPRE”, emerge il tema dell’appartenenza e dell’autenticità (argomento cardine del disco), dove Geolier promette di rimanere fedele a sé stesso e alla sua città. Questo impegno verso la sua identità è il filo conduttore che collega tutte le tracce dell’intero album. In “IO T’O GIUR’” con Sfera Ebbasta, Geolier riafferma questa promessa, dichiarando di non essere mai cambiato nonostante i successi e i riconoscimenti ottenuti: sebbene il brano funzioni, ci sarebbe piaciuto sentire Sfera in un’altra tipologia di collaborazione, dato che ultimamente sembrano essere tutte identiche alle precedenti, senza nessuna novità negli argomenti.

Oltre a Sfera, tra i featuring ritroviamo amici e collaboratori abituali come Gué, Shiva, Lazza e Lele Blade. i quali riescono a dare varietà al disco mantenendone però la coerenza, nonostante qualche piccolo difetto. Un brano che spicca per la sua originalità è “PRESIDENTE”, prodotto da Dat Boi Dee e Kermit, che utilizza un campione di “Wishing on a Star” di Rose Royce: il testo è un dialogo immaginario con un presidente di una casa discografica, in cui Geolier riflette sui sacrifici fatti e sul successo raggiunto. È un pezzo che unisce umorismo e introspezione, dimostrando la versatilità lirica di Geolier.

“UNA COME TE” è un altro esempio di questo ecelttismo, con un beat leggero che strizza l’occhio al country e un’aria da possibile hit radiofonica. Geolier non delude le aspettative nemmeno su un beat dalle sonorità così lontane dalle solite sue, dimostrando un’ottima capacità di adattamento e la sua apertura a nuove influenze che negli States non sono più una novità, ormai.

 

La canzone, prodotta da Dat Boi Dee, fonde elementi country con l’urban, creando un mix sonoro inaspettato ma armonioso. Avete presente quanto fatto da Beyoncé in “TEXAS HOLD’EM”? Con i dovuti paragoni, il tentativo è stato il medesimo: questo brano rappresenta un passo audace per Geolier, che esce dalla sua comfort zone per esplorare nuove sonorità senza perdere la propria identità artistica. Il risultato è una traccia orecchiabile e accattivante che potrebbe facilmente scalare le classifiche radiofoniche.

L’album contiene anche momenti intensi a livello emotivo, come in “EMIRATES”, dove Geolier riflette sui suoi traguardi personali e sulla consapevolezza che il vero riconoscimento arriva dal pubblico. Questo brano, prodotto da Poison Beatz, Geenaro, Ghana Beats e Giuszy, è impreziosito dalla voce della cantante napoletana Mavi Gagliardi, che aggiunge una dimensione ulteriore di profondità e malinconia. “EMIRATES” esplora il tema del successo e della fama, ma con un tocco personale e intimista, in grado di mettere in luce le vulnerabilità dell’artista.

“UNA VITA FA”, in collaborazione con Shiva e prodotto da Mace e Shune, è un pezzo dalle sonorità più movimentate che mostra il lato spensierato di Geolier, pur mantenendo una profondità lirica. La produzione di Mace conferisce al brano un ritmo vivace e coinvolgente, mentre le strofe di Shiva – che dopo tanto tempo è tornato a dare prova del suo talento – si incastrano perfettamente con quelle di Geolier, dando vita a un risultato fluido e dinamico. Il pezzo si distingue per la sua coda strumentale funk; che aggiunge un tocco di freschezza.

“DIO LO SA” è un album che parla di scelte, decisioni, legami, radici, catene e identità. È un progetto di scoperta interiore più che di narrazione esteriore e ostentazione. Geolier esplora i bivi della vita, le storie d’amore e i sentimenti con una maturità espressiva che emerge chiaramente in ogni traccia: un lavoro introspettivo in cui l’artista affronta le complessità dell’esistenza e le sfide personali, con una sincerità importante.

Un long play che conferma la crescita artistica di Geolier: la sua capacità di rimanere fedele alle sue radici, pur esplorando nuovi orizzonti musicali, rende questo album un progetto interessante, pur dispiacendo a qualche aficionado del classic rap. Emanuele non solo rappresenta Napoli, ma riesce ad esportarla, in Italia e non solo, con autenticità e talento.

Tags: , , ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *