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Geolier e Pino Daniele sono davvero così diversi?

L’origine del confronto: il successo allo Stadio Maradona

 

Nei giorni scorsi, in seguito ai sold out del rapper allo Stadio Maradona di Napoli, è uscito un articolo di Fanpage che sollevava un dubbio: Geolier e Pino Daniele sono così diversi? Se parliamo di scrittura e di musica, ovviamente sì, ma se parliamo di impatto? Pino Daniele è stata la voce di Napoli per tantissimi anni, e la sua scomparsa ha lasciato un vuoto incolmabile nei fan e nella città stessa. Quando ci lasciò nel 2015, il rap era a un passo dall’esplodere definitivamente anche qua in Italia, e nonostante siano passati un po’ di anni, gli italiani faticano ancora a comprendere il genere.

L’impatto di Pino Daniele e di Geolier

Il rap è la musica che più di tutte rispecchia la società ed è in grado di adattarsi ai cambiamenti. Ad un orecchio superficiale, sentire parlare di criminalità, soldi e donne può sembrare di cattivo gusto. Ma non sono gli stessi argomenti di cui sentiamo parlare ogni giorno in TV e sui social? Siamo invasi da servizi sulle baby gang e sulla microcriminalità, fantomatici guru senza nemmeno la licenza media ci promettono guadagni inimmaginabili; ogni giorno commentiamo indignati la Onlyfanser di turno perché vende la propria immagine. Però ci lamentiamo se questi argomenti vengono messi in rima da un rapper.

Pino Daniele e il bias della nostalgia

Quando ci scontriamo con i ricordi, entra in gioco il bias della nostalgia e tendiamo a giudicare episodi passati con un’accezione più positiva di quanto giudicheremmo il presente. Pino Daniele aveva una capacità rara di entrare in contatto con l’anima delle persone, affrontando temi anche piuttosto delicati con una sensibilità unica. Non si tirò mai indietro, neanche quando si trattò di criticare la sua città, fotografando una Napoli dai mille pregi e dai mille difetti. Sicuri non fosse stato criticato dalle generazioni precedenti?

Geolier, invece, manca di questa sensibilità, e non perché sia una persona apatica o priva di emozioni, semplicemente perché il rap utilizza un linguaggio diverso e certi modi di esporsi non li permette. Come del resto tutti i generi: ognuno ha le sue peculiarità, e non ha senso paragonare sonorità e stili completamente differenti tra di loro. Il primo album di Pino Daniele, “Terra Mia”, è del 1977: converrete con noi che in quasi 50 anni siano cambiati i modi di esprimersi e le nostre abitudini. Che piaccia o meno, viviamo nell’era dei social, e il modo di creare empatia con il pubblico è cambiato radicalmente.

L’influenza di Geolier sulle nuove generazioni

Dopo l’ultima edizione di Sanremo, che ha visto Geolier raggiungere un meritatissimo secondo posto, sono usciti diversi articoli che tentarono di mettere in cattiva luce il rapper campano, tirando fuori dal cilindro una canzone in cui “canta armi e kalashnikov”. Detto così sembra che abbiamo di fronte un terrorista, quindi proviamo a fare una riflessione. Qual è il modo più efficace di creare un rapporto con i fan, con la propria community nel mondo dei social? Mettersi come protagonisti delle vicende raccontate. Così facendo, i giovani ascoltatori possono immedesimarsi nelle canzoni di Geolier, scoprire realtà che non pensavano esistessero e rafforzare quel legame che unisce artista e fan. Insomma, cambiano le modalità ma il fine della musica resta sempre quello.

Il futuro di Geolier

Solo il tempo ci potrà dire se l’impatto di Geolier sarà paragonabile a quello avuto da Pino Daniele. D’altronde, nessuno poteva immaginare che da “’Na tazzulella ‘e cafè” sarebbe diventato una leggenda della musica italiana. Quel che è certo è che Geolier negli ultimi anni è riuscito a dare una nuova voce a Napoli: più forte di quella dei Co’ Sang e di Gomorra. Sicuri che l’astio verso di lui non sia solo frutto di uno scontro generazionale?

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