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Giancarlo Erra – Departure tapes [RECENSIONE]

Lo scrittore, giornalista e fotografo Nicolas Bouvier affermò che “quando ci si smarrisce, i progetti lasciano posto alle sorprese, ed è allora, ma solamente allora che il viaggio comincia”.
Non c’è niente di più vero: solamente quando la vita ci impone degli ostacoli, in noi si fanno avanti i nostri sentimenti, le nostre sensazioni, le quali ci prendono per mano e ci guidano alla scoperta di nuove strade da percorrere.
Questo forte sentimento di smarrimento lo si percepisce in tutto il discorso musicale intessuto da Giancarlo Erra nel suo ultimo album intitolato “Departure Tape”.
Dopo la dura presa di coscienza della malattia del padre, Erra ha intrapreso il proprio percorso creativo senza domande e senza progetti: tutto è nato dall’esternazione di sensazioni, riflessioni e visioni totalmente recondite, sconfinate nelle profondità del proprio inconscio.
Questo aspetto catartico-terapeutico del comporre è ciò che rende viva la narrazione sonora architettata da Erra: le strutture delle singole tracce appaiono ossimoriche, perennemente in bilico tra consonanze eteree e dissonanze laceranti, il tutto avvolto da una complessa eterogeneità sonora in grado di fondere elementi ambient e rumoristici in un’unica creazione dal forte carattere drammatico.
Per sentirsi pienamente coinvolti dai maestosi tessuti sonori che compongono “Departure Tape”, bisogna essere in grado di ascoltare contemporaneamente col cuore e con la mente. Solamente attraverso l’unione di questi due tipi di ascolto si può veramente comprendere e apprezzare questo singolare lavoro.

TRACCIA PREFERITA: Departure Tape

 

MUSICA
4/5
ORIGINALITA'
4.5/5

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