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Gio Evan – Ribellissimi | Recensione | Primo Ascolto

Il nuovo progetto di Gio Evan,Ribellissimi“, unisce brani inediti a vere e proprie poesie recitate dall’artista, su una base di pianoforte e uccellini spensierati: l’unica musica adatta per entrare dentro le nostre anime, come le gocce di pioggia che si amalgamano con la nostra pelle, con i nostri occhi.

Tutti i brani hanno un solo filo conduttore: racconti di vita di chi ne ha passate tante ma è ancora in piedi, magari con più cicatrici, con più muri erti davanti all’anima, più ghiaccio attorno al cuore, rotto in più punti ma che non smette mai di battere.

Gio cerca di consegnarci la ricetta della guarigione, di come si supera una solitudine che ci sembra peggio di un buco nero, di come evitare di sentire tutto il mondo dentro di noi, ma di non chiuderlo fuori improvvisamente; ci parla con la sua voce calda e dolce, e ci accarezza tutti i nervi tesi, per l’ansia, per il lavoro, per le preoccupazioni, per le paure… Ci massaggia piano e ci sparge un balsamo lenitivo, e all’improvviso ci accorgiamo di stare un po’ più dritti con la schiena.

“Scusa ma ti vedo solo come un amore” ci canta in “Ulay”, che esalta i piccoli momenti di una coppia come aiutarsi nelle faccende di casa, scambiarsi sguardi complici…ma è con “Susy” che ci coinvolge completamente e inizia a parlare direttamente al nostro orecchio: “sei forte lo so ma anche stanca”, e noi sorridiamo sommessamente perché è proprio così che ci sentiamo, esausti e fragili come “Chantilly”, desiderosi di avere una corazza come “Jeeg Robot” o, se proprio non possiamo avere un’armatura, vorremmo avere almeno il coraggio di farcela da soli, e di essere un po’ più stronzi davanti ad un mondo che non ci sconta nessuna debolezza.

Troviamo di nuovo una richiesta d’amore in “Fontana”, perché scegliersi ogni giorno, dopo tanto tempo, è difficile ma è proprio il significato del sentimento stesso: “amami con il cuore, sì, ma mettici la testa, […] amami come chi resta”. Balliamo ad occhi chiusi con “Carrà” e ci dimentichiamo di tutti i nostri problemi che hanno nomi e cognomi, sperando sempre che tutta questa mancanza che sentiamo, prima o poi, diventerà meno acuta.

Arte mischiata ad amore e alle storie delle persone normali: tutto questo e anche di più è “Ribellissimi”, capolavoro di Gio Evan che ci ha totalmente conquistati ricordandoci che “guarire non è quando non fa più male, ma è quando la ferita non prende più decisioni al posto tuo.”

Traccia preferita: “Susy”

 

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