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Giusy Ferreri – Cortometraggi [RECENSIONE]

È disponibile dallo scorso 18 febbraio “Cortometraggi”, il nuovo album di Giusy Ferreri: un progetto che arriva a ben cinque anni di distanza da “Girotondo”, l’ultimo long play dell’artista palermitana.

La raccolta si apre con il brano presentato a Sanremo, “Miele”, rimasto nella nostra memoria per l’interessante espediente del megafono dorato durante la performance ed un inaspettato richiamo ad un’atmosfera laid back / retrò che si sposa molto bene con la vocalità peculiare della cantante, il cui mood ricorda l’intensità delle performance di Nina Zilli.

Ascoltando questo album percepisco come Giusy, nome ormai fisso nelle classifiche della musica pop italiana, si approccia ad un lieve cambiamento rispetto alle uscite “da spiaggia” degli ultimi anni.
Questo album infatti si avvicina a sonorità pop/rock, lasciandoci a volte l’impressione di ascoltare un disco della collega Emma Marrone.
L’elemento maggiormente riuscito di questo lavoro è sicuramente la sua orchestrazione: gli arrangiamenti sono carichi di pathos, mentre archi e percussioni classiche si sposano con elementi elettronici mai invadenti e ben calibrati.

Il titolo dell’album ha un approccio cinematografico, fin dal titolo: l’idea è che in ogni brano ci sia una storia, un pezzo di un puzzle chiamato vita, tanto che la traccia numero tre si intitola “Federico Fellini”. L’album volteggia tra alcune power ballad drammaticamente accompagnate dall’orchestra, come in “Quello che abbiamo perso”, ma anche ritornelli rock spinti da riff di chitarre elettriche e batteria vera, come in “L’amore è un tiranno”.

Un estratto degno di nota è “Cuore Sparso” per la sua prima strofa dolcissima, quasi un dipinto nelle liriche con un elemento ritmico minimale (snap) e piano dal sapore pop/jazz alla Norah Jones in “Sunrise”; in “Gli Oasis di una volta” Giusy non sfocia nel suo iconico acuto a voce piena, risultando molto più affascinante e ricordando peculiarità in stile quasi indie pop alla Gazzelle.

In conclusione la risultante è un buon album pop, ben architettato e ben eseguito ma che non conquista, almeno non me: forse, dopo cinque anni, da “Cortometraggi” ci si aspettava qualcosina di più.

TRACCIA PREFERITA: Gli Oasis di una volta

TESTI
3.2/5
MUSICA
3.5/5
ORIGINALITA'
2.5/5

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