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Grazie, Carmen: con “D come dannate ingenue” ci hai regalato una notte magica, al Teatro Greco di Siracusa [LIVE REPORT]

In un luogo magico, culla di cultura millenaria come il Teatro Greco di Siracusa, si è svolta una delle date del progetto ‘’D come dannate ingenue’’, ideato da Carmen Consoli. Tutto nasce da ‘’Besame Giuda’’, canzone scritta dalla cantautrice catanese nel 1998, diventata manifesto di forza e disincanto femminile: ‘’ Ho sepolto gli sciocchi idealismi infantili e adesso posso affermare di essere una donna con la D maiuscola, di essere una donna mediamente isterica’’.

Emma Nolde, Anna Castiglia, Erica Mou e Marina Rei hanno arricchito il progetto portando la propria arte sul palco e intrecciando con armonia i rispettivi brani. Il loro ruolo è andato ben oltre la classica apertura: hanno mostrato una reale solidarietà femminile, dando vita a una voce corale che lotta per un obiettivo comune.

Ogni performance è stata impreziosita e intensificata dalle letture di Concita De Gregorio, una voce incisiva che non ha bisogno di accompagnamento musicale: con le sue parole è riuscita ad arrivare dritta al cuore del pubblico e a scuotere le coscienze. È proprio nell’intreccio tra canzoni e monologhi che il progetto trova la sua forza, invitando chi ascolta a soffermarsi su ciò che la musica lascia emergere.

La parola chiave è riflessione. Un concetto spesso evocato ma raramente tradotto in atto pratico; è qui che cadono le etichette di ‘’ridondante’’, ‘’ripetitivo’’ o ‘’retorico’’ che molti applicano a tematiche ancora tristemente attuali. Per riflettere servono due condizioni necessarie e sufficienti: le parole e il tempo. Fondamenta del pensiero e della cultura, entrambe finiscono purtroppo per rimpicciolirsi di fronte alla frenetica megalomania dei nostri giorni.

La scelta della location risponde proprio alla necessità di riportare in vita la cultura classica e quei valori che, sebbene associati a una “lingua morta”, si dimostrano più vivi che mai. Senza dimenticare il desiderio della cantautrice di omaggiare la propria terra nel luogo che più di tutti incarna una bellezza immortale. In fondo, dovremmo ritrovare anche noi la determinazione di Archimede ed esclamare: «Noli turbare circulos meos». Imporci contro la fretta che prosciuga la concentrazione, frammenta il tempo e spegne il nostro animo riflessivo.

Dalla grinta di Carmen Consoli alla sensibilità delle sue ospiti, fino alla forza delle parole di Concita De Gregorio, ogni artista sul palco ha scelto di esporsi e protestare pacificamente con la propria arte, nella speranza di un cambiamento che può nascere solo restando umani.

Si ringrazia OTR LIVE per averci dato la possibilità di partecipare all’evento.

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