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Gregorio Sanchez: nel suo EP il confronto con la realtà in modo emozionale [INTERVISTA]

È molto bello quando i giovani cantautori sanno esprimere concetti complessi nelle loro canzoni, senza perdersi in banalità. Il bolognese Gregorio Sanchez ne è la prova concreta. Il suo esordio è datato 2020 con il disco “Dall’altra Parte Del Mondo”, e insieme alla sua band abbiamo avuto occasione di vederlo performare su diversi palchi d’Italia.

Quest’anno, sotto etichetta discografica Garrincha Dischi, propone un nuovo intrigante lavoro: un EP formato da quattro brani dal titolo Nelle Parole degli Altri che si uniranno in futuro ad altre canzoni per completare questo concept album scritto interamente da Gregorio.

L’artista ha iniziato ad appassionarsi alla musica da bambino, studiando al conservatorio. L’università, il cambio di città e varie avventure lo porteranno a realizzarsi nello stile e nella scrittura, emergendo come poeta contemporaneo ricco di malinconia. Nelle parole degli altri affronta la tematica del tempo, del rapporto tra i vivi e i morti, facendo riflettere l’ascoltatore su come si è presenti in qualche modo anche nelle parole e nei pensieri degli altri.

Tra chitarre e synth, ci trasporta in situazioni familiari e aspetti di vita che tutti abbiamo vissuto, portandoci a confrontarci con la realtà in modo emozionale.

In occasione di questa uscita, abbiamo colto l’occasione per fargli alcune domande.

Ciao Gregorio! È uscito il tuo EP “Nelle Parole degli Altri”, come stai? Sei emozionato?

L’uscita di un disco è come dare un esame: un po’ di ansia ma al momento i giudizi sono ottimi e ne sono felice!

“Prima eravamo pensieri, poi eravamo parole”: quanti dei tuoi pensieri più introversi hanno trovato sfogo divenendo parole in questo disco?

Molti, ho cercato di non far tornare le rime ma di raccontare di un’urgenza. Penso spesso al rapporto tra vivi e morti ed è qualcosa di cui volevo parlare e credo di esserci riuscito.

Rivivere nelle parole degli altri: le persone che non ci sono più o che devono ancora nascere prendono forma sotto le storie raccontate da altri. Qual è stata l’ispirazione di un brano e poi di un intero disco che affronta questa tematica del tempo?

Tutto è nato da una frase che ho visto scritta su un muro di Bologna che diceva “prima di nascere esistiamo nelle parole dei nostri genitori” e da lì mi ha dato da pensare, ho trovato avesse un significato molto profondo e mi ha scaturito la stesura del primo brano. Poi ho capito di avere ancora da dire sull’argomento e ho scritto tutto il resto.

“Se si potesse piegare il tempo fino al momento in cui sono nato”: senza tornare così indietro, com’è stata la tua crescita professionale? Cosa c’è di diverso in te in questo nuovo disco?

C’è meno scoperta di me stesso, ma più ricerca. Sono soddisfatto perché ho parlato di ciò di cui volevo parlare e non è sempre scontato. Dal punto di vista delle produzioni mi sono più lasciato andare non a quello che volevo fare ma ciò che stava meglio al pezzo, lasciandomi guidare da chi mi stava accanto in questo percorso.

Queste quattro canzoni sono solo una parte di EP, a cui poi si aggiungeranno altri brani per comporre l’opera finale. Come mai è ricaduta la scelta su questi quattro come brani apri pista?

Perché mi sono reso conto che c’erano alcuni brani con due tematiche disgiunte che si dividevano in due parti, e ho pensato che dovessi assecondare questi due filoni narrativi dividendoli in due. Ho scelto questi primi quattro perché erano più definiti. Dagli altri c’è da aspettarsi qualcosa di completamente diverso, molto più docile. Il contrasto è dovuto anche alla collaborazione con produttori molto diversi tra loro.

La copertina di Carlo Schievano è molto evocativa: un crononauta che proietta i suoi sogni a delle camere del passato o futuro. Ci racconti com’è stata progettata?

L’avevo notato su Instagram (@fatgomez_), mi piaceva il suo stile contemporaneo, retrospettivo e con anima vintage. Non ha fatto un lavoro casuale, ma è stato molto studiato, ne abbiamo parlato molto. Sarà sua anche la copertina del secondo EP, diversa come anche le canzoni.

Si muore sempre d’estate ci ricorda invece il tuo stile passato, riconfermandolo: quella dolce malinconia che ci culla tra le orecchie. Quanto questo sentimento pervade la tua scrittura?

Si muore sempre d’estate è un gioco di toni, perché è come se ad ogni anno scolastico si rinascesse dopo l’estate o almeno così lo percepivo quando ero piccolo. Essendo un concept che affronta la tematica tra morti e vivi non può che essere malinconico. In musica lo sono, nella mia vita di tutti i giorni sono invece abbastanza solare.

Da poco ti abbiamo sentito in una canzone “storica” di Nicolò Carnesi per il decennale del suo disco. Per quanto riguarda il tuo nuovo progetto saranno previsti featuring?
C’è qualcuno con cui ti piacerebbe collaborare o riarrangiare un tuo brano?

Non ci saranno collaborazioni, anche se per me lavorare con questi produttori equivale a collaborare con un artista. Sarebbe bello suonare con tantissime persone, la butterei con i Beatles! Ma per menzionarne qualcuno italiano ti direi Post Nebbia, Verdena o Dargen D’Amico.

Bologna è la tua casa, la base da dove è iniziato tutto. Che tipo di sentimento provi per questa città? Cosa, invece, ti spinge a vivere a Milano?

A Bologna è sempre bello tornare ma dopo averci vissuto per molto tempo sentivo di dover cambiare, perché trovo sia una città che vizia molto ma che sa anche annoiare. È un rapporto materno. Milano è una scelta di lavoro, la odio un po’ ma ci sto. Se dovessi cambiare nuovamente sceglierei la montagna.

La produzione è stata affidata a Golden Years, che con i suoi lavori si sta facendo conoscere sempre più al grande pubblico. Com’è nata la vostra collaborazione?

Avevamo già lavorato insieme nel 2017 ed era andata bene, quindi l’ho scelto nuovamente. È una persona molto efficace, lavorare con lui mi aiuta molto a finalizzare le cose senza perdermi.

Porterai in giro le tue canzoni avendo così modo di beccarti sopra un palco?

Si! a breve annuncerò le mie date. Ho la necessità di girare per far sentire i brani insieme a tutta la band!


Giada Consiglio

 

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