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GUE’ PEQUENO – MR. FINI [RECENSIONE]

Si è subito ripreso la vetta delle classifiche Guè Pequeno, presente dalla scorsa settimana con il nuovo album “Mr. Fini” in tutte le piattaforme streaming ed i negozi di dischi.
Diciassette brani, per una durata totale di quasi un’ora: il Guercio ci propone un progetto molto fresh, dove il rap dell’artista si lascia come di consuetudine ibridare da sonorità trap e latine, come raggae e reggaeton. A livello di flow, nuovamente, pochi eguali: Guè sà stare sulle tracce come nessun altro, con il suo inconfondibile stile gangsta e sciupafemmine che con “Mr. Fini” vede una proclività lirica più matura e meno oggettiva; non mancano le critiche nei confronti della società moderna e della scena rap nostrana, così come le complicazioni sentimentali. Piace la svolta conscious degli ultimi brani del progetto: “Stanza 106” e “Ti ricordi?” mostrano un Cosimo più nostalgico e introspettivo, sempre a confermare quell’attitudine giudiziosa del quale parlavamo poco fa.
Qualche piccolo difetto si trova, anche se va a discrezione di chi ascolta: la linea vocale de “Il Tipo” risulta troppo piatta, anche se ben si addice allo storytelling del brano; il testo di “Parte di me”, invece, presenta un esagerato riferimento a luoghi comuni e parole chiave troppo accessibili: la ricerca della hit, in questo caso, non ci convince.
Spiccano invece per valore lirico molte collaborazioni all’interno di “Mr. Fini”: oltre allo scontato Marracash sono meritevoli di menzione Rose Villain, Geolier e Paky, così come 2nd Roof per l’indiscutibile consistenza di determinate produzioni.
Si può amare, si può odiare, ma Guè Pequeno merita di essere riconosciuto come il padre della scena rap italiana: non solo per quello che ha fatto nella sua ventennale carriera, ma anche per quello che attualmente è capace di plasmare.

TRACCIA PREFERITA: DEM FAKE (FEAT. ALBOROSIE) 

GIUDIZIO FINALE
8/10

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