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Holden – JOSEPH | Recensione | Primo Ascolto

Finalista della ventitreesima edizione di amici e figlio del chitarrista Paolo Carta, attuale marito di Laura Pausini: Joseph Carta, in arte Holden, ha tutte le carte in regola per sfondare nel panorama musicale italiano, come ha già dimostrato con i brani che hanno anticipato il disco “JOSEPH” fuori il 24 maggio, già pluripremiati e con milioni di streaming.

Si inizia con “RANDAGI”, con un beat estremamente coinvolgente e ritmato, che ci permette di distaccarci dalla realtà e trovarci su quel 200 a correre nella notte, incuranti di tutto ciò che ci succede attorno: siamo solo noi e l’anima a cui vogliamo legarci, guardandoci negli occhi e trovando il coraggio di amarci davvero solamente con il pensiero. Il primo inedito dell’album “NON SIAMO PIÙ NOI DUE” è un featuring con Gaia, che mantiene il ritmo incalzante e lega le voci dei due artisti in una danza emotiva straziante: quando diamo tutto per una persona, e pensiamo di avere un complice in questa vita che troppo spesso ci fa lottare contro la tempesta, cosa resta quando ci rendiamo conto di correre da soli? Parlare di sentimenti è difficile, ci vuole così tanto coraggio che spesso preferiamo soffrire piuttosto che metterci in gioco una seconda volta.

Il secondo inedito è “OSSIDIANA”, che riprende sempre quel legame tra due persone legate indissolubilmente dagli stessi pensieri bui che li portano inesorabilmente ad incastrarsi insieme, nonostante spesso faccia ad entrambi più male che bene, ma a volte per provare qualcosa abbiamo solo bisogno di brividi e profumo. “SOLO STANOTTE” ci porta lungo un sentiero più intricato, con una ritmica più tormentata, data dall’angoscia di pensare ogni abbraccio come se fosse l’ultimo, ogni notte come se fosse la fine, ogni volta come se dovessimo perderci per sempre: ci basta una notte, per vivere e morire contemporaneamente. Holden qui è bravissimo nel mettersi a nudo e a raccontare il suo rapporto con le emozioni, così contorto da essere incomprensibile anche da lui stesso. 

La ballad “NUVOLA” è una dedica a chi cerca sempre di comprenderci, nonostante i nostri muri altissimi e i nostri fili spinati attorno al cuore, a chi ci rimane accanto perché sa che sotto tutti gli strati di disordine c’è una profonda verità: non riusciamo ad essere noi stessi con nessuno tranne che con quella persona che ci calma solamente guardandoci negli occhi. “Scusa se non parlo ma non so da dove partire” ci canta Holden, e riusciamo a percepire la sua incapacità di aprirsi e fidarsi, persino di chi da sempre si è fatto in quattro per comprenderlo ogni volta. A volte aprire il nostro cuore alle persone più importanti per noi è troppo difficile, e preferiamo provare a farci capire solamente guardandoli negli occhi. Chiude l’EP “DAMMI CHE NON È UN ADDIO”, e di nuovo veniamo cullati dalla voce di Holden, spezzata dall’ennesimo addio, che cercheremo di superare tra ricordi e risvegli solitari nel buio.

Innegabile il talento di Holden, che in “JOSEPH” ci presenta sé stesso e ci permette di scalfire la sua corazza così spessa che difficilmente riusciremmo a descrivere a parole: fortunatamente, grazie alla sua musica, ci è tutto più chiaro.

Traccia preferita: NUVOLA

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