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I MARCOVITA, con “Penultimi Romantici”, ci hanno insegnato che l’amore non è affatto una gara [INTERVISTA]

Un vero e proprio manifesto su come vivere l’amore e la vita al proprio ritmo, senza l’assillo di dover arrivare primi: “Penultimi Romantici” è il debutto discografico dei MARCOVITA, edito per Piuma Dischi/The Orchard Italia.

Con un mix eclettico di sonorità che spaziano dall’indie-pop all’elettronica, passando per il punk rock e il funky, i MARCOVITA ci raccontano nella nostra intervista la bellezza di trovare la propria dimensione: nella musica come nell’amore, prediligendo la necessità di godersi il momento.

Ciao ragazzi, benvenuti su Primo Ascolto. È uscito da poco “Penultimi Romantici”, il vostro album di debutto: da dove è nata l’esigenza di mettere in musica questa vostra particolare visione sull’amore?

Il vero spirito di “Penultimi Romantici” è capire che l’amore e la vita sono una maratona e non una corsa ad ostacoli verso il podio. Si tratta di partecipare, di crescere, di affrontare la sfida senza lasciarsi sopraffare dalle pressioni, sia nella vita che nel mercato musicale. Ogni brano è una riflessione su questo concetto, dove l’amore diventa un tema ricorrente, ma non fine a sé stesso.

Perché “Penultimi Romantici” e non ultimi? A volte si dice che porti più fortuna arrivare in fondo ad un’ipotetica graduatoria…

Il titolo dell’album racconta la volontà di non arrendersi mai, di correre la propria gara con dignità anche quando il traguardo non è quello del primo posto. L’idea di essere penultimi è un atto di ribellione contro l’idea romantica di dover dare tutto fino a perderne sé stessi.

Arrivate da pregresse esperienze musicali? La qualità complessiva è elevata, difficile pensare che siate dei novelli musicisti…

Suoniamo insieme da quasi 10 anni, avevamo insieme un altro progetto, e abbiamo uno storico di concerti fitto di piccoli e grandi palchi. Le nostre reference musicali sono artisti che suonano bene, a noi piace pensare di suonare bene come loro. Ci si prova.

In “Senza Regole”, ad esempio, avete dato sfogo alla vostra creatività: lo considero un vero e proprio punto di riferimento del vostro modo di concepire la musica. Se un giorno vi dovessero mai chiedere che genere suonano i MARCOVITA, cosa vi sentireste di rispondere?

Indie-elettro-hip_hop-funky-tropical-neosoul-romantic-motivation-pop. Oppure rispondiamo velocissimi con un’altra domanda diretta all’interlocutore tipo “hai visto Sanremo? ”

“Fragile”, invece, è stato il brano più apprezzato in assoluto dai fruitori di piattaforme streaming, complice anche il fatto che è disponibile da quasi un anno. È anche il pezzo a cui siete più legati, essendo quello che ha certificato il vostro esordio?

“Fragile” è stato il primo singolo perché volevamo fare il primo passo con qualcosa di coraggioso e molto personale. Siamo in 4 e scommetto che ti diremmo 4 brani diversi come brano preferito.

Com’è nato invece il sodalizio con i ragazzi di Piuma Dischi e quanto pensate possa essere importante avere una label al proprio fianco?

Iniziamo a collaborare con Piuma proprio per la realizzazione di quest’album co-prodotto con Jurigami (artista e producer interno all’etichetta). Da questa esperienza abbiamo capito che effettivamente una label al proprio fianco può aiutare dal lato burocratico, ma sta sempre nelle tue mani di artista saper creare situazioni, network ed idee. Forse con una struttura più grande rispetto a quella dove siamo ora sarebbe diverso, ma vedremo cosa ci porta il futuro.

Siete ufficialmente attivi da marzo 2024, ma nonostante questo siete comunque usciti a racimolare un buon numero di live durante gli ultimi mesi (ed altri stanno per arrivare). Prima di salutarci vi chiedo: quali sono gli obbiettivi a lungo termine della band sotto questo punto di vista? Magari uscire più spesso dalla vostra regione?

Un concerto in Sardegna è il nostro sogno da sempre. Il lago di Como è bello, ma il mare è il mare. Certo che anche un bel Primo Maggio a Roma non sarebbe male eh…

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