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I RIO – BUONA VITA [RECENSIONE]

Solitamente, siamo abituati ad introdurre la dicitura ”#emergente” a precedere il nome del gruppo che ha sfornato l’album ”non mainstream” della settimana. La scelta però, ben ponderata e non casuale, è ricaduta su I Rio, e di inserire quell’elocuzione non ce la siamo proprio sentita: ”Buona vita” rappresenta il settimo album della band, a coronamento di una carriera che si evolve da più di quindici anni. 

”Buona vita” segna il ritorno alle radici per la band emiliana, che negli ultimi lavori prediligeva sperimentare e contaminare la propria impronta rock: nove brani carichi a molla, che danno l’impressione di essere cuciti su misura per gli avvenimenti live, vero punto di forza della band. 

L’album si apre con ”Meno male”, un inno a lei, intesa come ancora di salvezza,  dal sound talmente volitivo da imprimere un attitudine punk rock; segue ”Un anno facile”, con un testo che mira la ricerca della spensieratezza, e di condurre una vita regolare, senza intoppi.

”Un giorno in più”, invece, ci propone contenuti musicalmente orecchiabili ma dalla chiave di lettura intrinseca: dà comunque la sensazione di essere un invito a prendere più tempo per se stessi, con un avarizia caratteriale contenuta e positiva; i toni si fanno più distesi in ”E”, un’intensa ballad rock che cerca (con successo) di regalarci un istantanea di un un rapporto tormentato.

Con ”Dopo c’è il blu” i toni si mantengono comunque pacati se paragonati all’imprinting iniziale di questo progetto, ma ugualmente vivi: anche questa, sulla scia del brano precedente, ci offre una fotografia di una relazione, ma in questo caso viene usata una maggior intensità passionale. ”Buona vita” è il classico brano capace di infondere buonumore, grazie alla sua grande carica rock: il protagonista ha finalmente superato tutte le avversità ed è riuscito a conquistarla, donando a questo avvenimento la capacità di alimentare una sorta di positività.

”Scintilla”, settimo brano dell’album, tratta di nuovo l’ardore causato da un forte sentimento: questa volta, lo sonorità utilizzate dai Rio sono tipicamente reggae, e non nuove alla band (ci torna in mente ”Mondo incredibile”); segue ”La tua rivoluzione”, che mette da parte l’esperienza maturata dalla band per dare spazio ad una maggiore impulsività: il testo invita ad essere più egoisti e testardi ai fini del conseguimento dei propri scopi personali, non curandosi necessariamente delle ripercussioni.
Chiude l’album ”Stranamore”, altro brano che ci rimanda a sonorità già più volte sperimentate dalla band e che si caratterizza di una ampia varietà di generi musicali in stile Tex-Mex, come successe ai tempi di ”Mariachi Hotel” o nella più recente”Banditi, pirati e mariachi”: qui la band ci racconta le molteplici sfaccettature di un sentimento tanto prezioso quanto controverso.

I Rio mostrano con questo album una maturità artistica notevole, condita da una sincerità emotiva tipica emiliana e riconducibile alla passionalità e grinta dei testi proposti: un altro importante mattoncino da aggiungere alla carriera di questa longeva band, che renderà con ”Buona vita” più che mai orgogliosi i fan e soddisfatta la critica. 

TRACCIA PREFERITA: LA TUA RIVOLUZIONE

GIUDIZIO FINALE
7/10
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Una risposta.

  1. Valentina ha detto:

    I rio non deludono mai la loro musica è un arcobaleno di 1000 colori bastano due cuffie loro e un po di sole sulla faccia x far scomparire il mondo intorno !!! E credo che le radio come RDS ,subasio ecc dovrebbero stasmetterli e conoscerli ! Non mandare avanti i depressi gli psicopatici e i pazzi come bello figo ché raccapricciante schifoso ciò che dice lo vieterei proprio ! ….FORZA I RIO CON TUTTA LA GIOIA NEL CUORE ✊

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