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Il futuro artistico di Piergiorgio Tedesco, tra album e libro di racconti [INTERVISTA]

Abbiamo recentemente intervistato il cantautore Piergiorgio Tedesco, reduce dalla release del nuovo singolo “Canzone di fine anno” che arriva a circa un anno di distanza dalla pubblicazione di “Wrestling“, il suo ultimo album. 
Ne è nata un interessante chiacchierata, tra
bilanci relativi al recente passato ed obbiettivi più che concreti per il prossimo futuro.

Ciao Piergiorgio, benvenuto su Primo Ascolto.
“Canzone di fine anno”, il tuo nuovo singolo, è la perfetta disamina di un periodo non proprio apprezzato da tutti. Credi che la tua analisi sia stata tanto turbata dall’avvento del Covid oppure hai sempre percepito queste sensazioni durante le festività?

Ciao e grazie a voi.
Penso che “Canzone di fine Anno” avrei potuto scriverla anche negli anni passati, ma l’incertezza che stiamo vivendo in questo periodo l’ha sicuramente caratterizzata e virata sui tinte un pò più scure..Per il resto, i sentimenti e le percezioni sono sempre più o meno le stesse.

Il brano arriva nei digital stores a più di un anno di distanza da “Wrestling”, tuo ultimo
progetto discografico. Visto che a fine anno, come riporta anche il tuo comunicato stampa, è periodo di bilanci, Cosa ti lascia in eredità, a livello artistico, questo 2021?

Sicuramente l’attenzione e l’apprezzamento che l’album “Wrestiling” (uscito nella parte finale del 2020) ha avuto durante i mesi scorsi e che ha fatto da un pò da volano anche all’album precedente che si intitola “Con le dovute eccezioni”, uscito nel 2018. E’ una cosa che mi ha fatto molto piacere, anche perchè mi che incoraggia ad andare avanti.
E poi qualche canzone nuova; la malattia di scrivere non mi abbandona mai!

Proprio con “Wrestling” abbiamo scoperto il tuo modo di approcciarti ai diversi temi trattati, a volte riflessivo ed a volte elegantemente cinico. A proposito di stili, c’è qualche nuovo cantautore nostrano che stimi particolarmente?

Ho scoperto praticamente per caso Giacomo Lariccia, che è un cantautore molto bravo, scrive dei pezzi che mi sono piuttosto affini. Mi vengono poi in mente due giovani cantautrici: Vea e Cance che hanno la capacità di raccontare molto bene certe realtà. Vi invito ad ascoltarle!

Quant’è difficile, in tempi di pandemia, poter promuovere la propria musica senza avvalersi dell’attività live? Molti sostengono che l’oculato utilizzo dei social sia oramai il miglior biglietto da visita, soprattutto per gli artisti emergenti e meno conosciuti: ti trovi d’accordo con questa affermazione?

Sono situazioni molto diverse e l’una ovviamente non esclude l’altra. In questo periodo in cui fare concerti è stato a lungo impossibile (e temo che non sia finita), possiamo solamente ringraziare l’esistenza dei social. Però la sensazione di salire sul palco, di vedere in faccia le persone, la tensione positiva che c’è in quei momenti non può essere sostituita con un succedaneo virtuale!

Ultima domanda, prima di salutarci: cosa bolle in pentola nel futuro artistico di Piergiorgio Tedesco? “Canzone di fine anno” può sicuramente risultare un brano a sé stante, ma calzerebbe a pennello anche all’interno di una raccolta di brani, considererati i temi trattati…

Si, la pentola bolle eccome! Il nuovo album potrebbe vedere la luce già nella seconda parte del prossimo anno, alcuni pezzi sono già stati registrati e per il resto ci sono problemi di sovrabbondanza!
Ci sarebbe poi un altro progetto che mi sta a cuore: un libro di racconti che si intitolerà “Anatomia di un Attimo”. A dire la verità doveva uscire già in estate, poi l’editore mi ha parcheggiato un pò. Spero ancora che possa uscire per Natale. Vi terrò aggiornati!

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