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Il Tre – ANIMA NERA | Recensione | Primo Ascolto

Dietro Il Tre si nasconde un ragazzo fragile, che ha fatto della tristezza e della malinconia il suo punto di forza, riuscendo a rendere le sue storie personali delle immagini forti e concrete in cui tutti possono entrare e immedesimarsi. Così, dopo anni di carriera, ha reso la sua musica riconoscibile proprio grazie a questa venatura nostalgica, che ha mostrato al grande pubblico partecipando al festival di Sanremo nel 2024.

Con “ANIMA NERA” compie un nuovo viaggio dentro sé stesso, alla scoperta dei meandri più bui con la consapevolezza che non devono essere illuminati per forza: è un disco che non cerca di fuggire dal buio, ma di attraversarlo, di comprenderlo. Il Tre non nasconde le sue ombre, le accoglie e le trasforma in musica e, di conseguenza, in luce. Rispetto a qualche anno fa è evidente un’evoluzione sonora: pian piano il rap è stato abbandonato verso una strada più melodica e cantautorale, scelta che sicuramente rispecchia anche la maturità dell’artista. Ascoltando l’album emerge anche un’anima country che influenza sia il livello sonoro che visivo, in particolare nel brano ‘’Anima Nera’’. La fragilità diventa il filo conduttore dell’intero progetto: ogni brano è come una piccola confessione, un frammento di verità in cui Il Tre si lascia guardare senza filtri e senza paura.

C’è, tangibile, un senso di pace nuovo: anche nei momenti più malinconici si percepisce una luce calda, quasi domestica, che abbraccia e consola. La componente personale e introspettiva è evidente anche dall’assenza di featuring all’interno del disco: un viaggio personale che ha deciso di affrontare da solo.

L’album si apre con ‘’NOVEUNOUNO’’, un brano esplosivo che fa emergere la rabbia e l’apatia dell’artista, che si rivolge soprattutto al grande pubblico: ‘’Non è Sanremo a dirmi le cose che merito, seguo la strada senza un calcolo numerico’’. Segue ‘’PAURA DI ME’’ brano dal forte pathos in cui Il Tre canta il suo dolore dopo una rottura amorosa: ’’I nostri bei momenti sono i nemici peggiori mi bucano la pancia, mi danno forti dolori’’; tematica che continua in ‘’ANIMA NERA’’ , ma con una sfumatura più romantica nella speranza di un ritorno. In ‘’LITORALE’’ il cantante ci porta a passeggiare con lui sul lungomare di Ostia durante una fredda giornata invernale, metafora della consapevolezza della fine della spensieratezza infantile che filtra ogni cosa con una lente grigia: ‘’Avresti dovuto dirmelo che quando cresci tutto diventa meno speciale’’.

Altra tematica profonda è trattata in “FELPA XL”, un grido e allo stesso tempo un abbraccio che Il Tre rivolge, come un fratello maggiore, a tutti coloro che come lui si sentono spaventati dal futuro. È una canzone che parla di chi cerca un angolo di pace, di chi si rifugia dietro una corazza di freddezza per proteggersi dal mondo, ma in realtà nasconde solo il bisogno di essere capito. “FRANCESCA” rappresenta il punto più intimo e cinematografico del disco: un frammento di tempo in cui tutto rallenta. Qui Il Tre non parla di sé, ma racconta una storia, quella di una ragazza che diventa specchio della sua stessa fragilità:‘’ Francesca, non avere paura. Non vergognarti della tua anima pura e so che basterebbe farti solo una carezza per cancellare dai tuoi occhi ogni sofferenza’’. Il momento più toccante arriva alla fine con ‘’T’IMMAGINO’’, brano in cui l’autore si immedesima in un genitore e scrive una lettera ad un ipotetico figlio con una dolcezza che ancora non aveva mai mostrato: ‘’Ma sarai forte più dei giorni storti, se sarai triste cerca solo la luce nel tunnel buio come i sogni in fumo che se non bruciano si spengono, ma tu soffia più forte e prenditi il tempo che serve, ti dedico il tempo che serve’’.

Insomma, “ANIMA NERA” forse non è l’album che il mercato musicale stava aspettando, ma sicuramente è un disco terapeutico che mostra la crescita di un ragazzo fragile come tanti di noi, che fa musica per curare i suoi mostri e quelli degli altri, aiutando come può.

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