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Indiegeno Fest: una realtà incredibile, valorizzata dal richiamo della musica [LIVE REPORT]

Articolo a cura di Ruggero Gambino

Anche noi di Primo Ascolto siamo riusciti a presenziare all’edizione di quest’anno dell’Indiegeno Fest: una realtà incredibile, in grado di valorizzare luoghi e paesaggi del territorio di Messina, sconosciuti ai più, attraverso la potenza del richiamo della musica.
Indiegeno on the beach”, “Indiegeno al borgo” e persino “Indiegeno all’alba”. Tre tappe, suddivise in più giorni, in cui sono andate in scena le performances di alcuni degli artisti italiani più affermati degli ultimi anni, ma anche degli emergenti più promettenti. Non potevo di certo perdermi un’esperienza del genere!
Pertanto, usufruendo del servizio proposto da “Bus For Fun” (Mobility Partner ufficiale dell’evento), sono riuscito a raggiungere senza alcun problema la bellissima spiaggia di Patti Marina per la data del 30 luglio di “Indiegeno on the beach”.
Per questa serata era prevista una line up davvero pazzesca: Tamì, Romeo & Drill, De Leo, cmqmartina, PSICOLOGI e Sick Luke. Un mix molto interessante di generi e talenti che mi ha convinto fin da subito a partecipare a questo evento.

Arrivato a destinazione, nemmeno il tempo di scendere dalla navetta e riesco già a percepire la magia e l’atmosfera da festival: i piccoli locali e i bar nelle immediate vicinanze stracolmi di persone che raccolgono le ultime provviste prima di entrare; le canzoni che di lì a poco avremmo ascoltato dal vivo riprodotte a tutto volume, così da permetterci di effettuare un ultimissimo ripasso dei testi e, allo stesso tempo, gasarci per bene prima di entrare; ma, soprattutto, la lunghissima fila ai cancelli per entrare che, di minuto in minuto, diventa sempre più affluente – una forte testimonianza di come le persone avessero accolto con entusiasmo lo spettacolo proposto dall’organizzazione dell’Indiegeno Fest.
A quel punto, dato che ancora mancava un’ora per l’apertura del festival, decido di passeggiare un po’ nei dintorni. Vengo immediatamente rapito dalla serenità e dalla bellezza del lungomare di Patti di cui, personalmente, nonostante sia anch’io siciliano, non ne conoscevo affatto l’esistenza! Un vero peccato a cui, fortunatamente, ho avuto modo di rimediare nel migliore dei modi.

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Scoccano le 18 e, dunque, decido di fare anch’io il mio ingresso. Di lì a poco, iniziano le esibizioni e si aprono le danze. In ordine, la prima ad esibirsi è la giovane cantautrice Tamì, originaria di Roma, ma “cervello in fuga” nel Regno Unito per continuare i propri studi. La sua esibizione parte un po’ con il freno a mano inserito, probabilmente per la grandissima emozione. Il pubblico, però, riesce a percepirla e non la biasima affatto. Tamì riacquista così fiducia e conquista tutti con il suo variegato repertorio, che trasuda influenze itpop, pop punk, ma anche più acustiche e leggere. Sul palco con lei c’era anche Nervi, altro cantante che si sarebbe esibito per la data del 2 agosto di “Indiegeno al borgo”. I due si sono conosciuti proprio nei giorni precedenti al festival, ma la forte amicizia che ne è nata, ha portato a questa inedita e interessante collaborazione “made in Indiegeno”.

Terminata la loro esibizione, non passa molto prima dell’apparizione di Romeo & Drill, accompagnati dal loro DJ e produttore di fiducia Mr. Brux. I due rapper, anche loro romani, portano sul palco la propria concezione di musica, lontana dai canoni a cui spesso il loro genere ci ha abituati. Un mood allegro, a metà tra il rap e l’indie, che, unito alla simpatia dei due artisti, riesce a scaldare per bene l’ambiente, coinvolgendo la gente attivamente per cantare i loro ritornelli.

Ci porta, invece, su tutt’altra direzione De Leo, ex frontman della band milanese L’Officina della Camomilla, poi scioltasi nel 2017 per la volontà dell’artista di dedicarsi ad un nuovo progetto da solista. Di lì in poi, infatti, le sonorità pop psichedeliche sono entrate nella vita artistica di De Leo, senza mai più uscirne. Melodie decisamente più “chill” rispetto alle due esibizioni precedenti che, però, non guastano affatto. Infatti, De Leo regala agli Indiegeni un’esperienza audiovisiva ai limiti dell’assurdo.

Il momento clou del suo concerto è stato sicuramente l’arrivo di cmqmartina, con cui ha potuto portare in live la versione intera di “Top Model”, featuring tra i due presente in “Swarovski”, l’ultimo album di De Leo.
Ma, dopo questa breve comparsa, arriva poi per cmqmartina il momento di conquistare il festival con il proprio repertorio. Per chi non la conoscesse, Martina riesce a mischiare il proprio animo sensibile da cantautrice con testi introspettivi e sentiti ad un’accennata indole da rave party. Produzioni techno, house e atmosfera da club con cui è riuscita ad affascinare fortemente gli spettatori. Ai più, potrebbe essere nota per la propria partecipazione all’edizione 2020 di X Factor, ma a differenza di tanti altri, il suo percorso non si è affatto interrotto lì e ne è uscita ancora più forte di prima. Una personalità e una voce davvero unica nella scena mainstream italiana che, proprio come mi aspettavo, dal vivo rende ancora più giustizia alla propria spiccata bravura. Simpatica, sensuale e accattivante. Con le proprie canzoni, tratte da “DISCO”, “DISCO 2” e l’ultimo in ordine di tempo “Vergogna”, trasforma per un’ora la spiaggia di Patti in una vera e propria discoteca a notte inoltrata, facendoci divertire e scatenare a ritmo di danza.

Giungiamo, quindi, al duo per cui (quasi certamente) la maggior parte delle persone era presente quella sera. Gli headliners di questa seconda serata dell’Indiegeno Fest, nella loro unica data in Sicilia per questo nuovo tour, gli PSICOLOGI. I cori durante gli intermezzi tra un concerto e l’altro erano tutti dedicati a loro. Molte delle maglie indossate da chi era lì presente (me compreso) erano del loro merchandising. I cartelloni idem. Insomma, tutti aspettavano con grande fervore il momento di Lil Kvneki e Drast. D’altronde, non è proprio una novità che questi due ragazzi, rispettivamente di Roma e Napoli, abbiano conquistato con le proprie idee una gran fetta del mercato discografico italiano. Le altissime aspettative che riponevo verso di loro sono state comunque ampiamente soddisfatte. Gli PSICOLOGI hanno messo su un live di livello davvero alto, la cui scaletta comprendeva alcuni dei loro più grandi successi presi da “2001”, “1002”, “MILLENIUM BUG” e, soprattutto, l’ultimo progetto “TRAUMA”. Inoltre, il fatto di essere accompagnati da una band di tutto rispetto gli ha permesso di riarrangiare i brani nel modo più consono possibile ad un concerto dal vivo: a tratti più “sporchi” e punk per alimentare il pogo e l’entusiasmo dei presenti; in altri momenti, invece, più alleggeriti rispetto alle normali versioni in studio, con le sole voci e uno strumento, o al massimo due, ad accompagnarle in mezzo alle urla della folla. Kaneki e Drast sono dunque riusciti a regalare ai propri supporters un momento davvero magico, un’esperienza realmente diversa rispetto al semplice ascolto sui propri dispositivi e, per questo, decisamente più intima e apprezzabile. Complimenti ad entrambi.

La serata, però, non termina qui. Mancava ancora l’ultimo artista all’appello: si tratta di Sick Luke, uno dei produttori più abili ed influenti della generazione trap italiana. Dal 2016 ad oggi, è riuscito a stravolgere la scena hip hop italiana, reinventando più volte sé stesso e anche i canoni del genere. Innumerevoli hit intramontabili di questo genere portano indelebilmente la sua firma e sono state portate sulle spiagge di Patti all’interno del suo DJ set. Dalla console di Sick Luke è uscito un po’ di tutto quella sera: alcuni dei brani più importanti della sua carriera con la Dark Polo Gang, come ad esempio Sportswear e Fiori del Male, altre sue produzioni divenute culto come Stamm Fort, qualche banger di suoi colleghi italiani, ma anche alcuni accenni di trap americana. Il calore e il movimento sotto al palco hanno raggiunto così il picco della serata, con lo stesso Luke che invitava i presenti a scatenarsi e a formare cerchi e moshpit per i drop più pesanti. Gli Indiegeni, ovviamente, non si sono tirati indietro e hanno chiuso nel migliore dei modi questa meravigliosa serata.

 

A questo punto, devastato e sfinito da questa stupenda esperienza, vado verso la fermata della navetta di Bus For Fun e faccio, infine, ritorno a casa. Felicissimo di aver avuto la possibilità di assistere ad uno spettacolo simile, i cui migliori momenti rimarranno impressi indelebilmente nei miei ricordi.
Finisce, dunque, anche il mio racconto di questo Indiegeno Fest 2022. Un plauso enorme va agli organizzatori della serata, che hanno gestito un evento di questa portata alla perfezione, e ai talentuosi artisti che si sono esibiti, i quali, tra l’altro, si sono dimostrati tutti molto gentili e disponibili per scambiare quattro chiacchiere con i propri fan a live terminato. Ma non rimanete fermi a farvelo raccontare, siateci! Io, di certo, sarò lì ad aspettarvi. Affare fatto?

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