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Jesto: Ricordo Il Futuro | Recensione | Primo Ascolto

Jesto, all’anagrafe Justin Yamanouchi, ha rilasciato lo scorso venerdì il suo nuovo progetto musicale dal titolo “Ricordo Il Futuro”. Anticipato dal singolo “L’Ultimo Umano”, uscito precedentemente, ci troviamo di fronte ad un concept project emblematico fin dalla copertina stessa, che mostra un androide dalle sembianze che ricordano proprio quelle dell’artista.

Anche il titolo “Ricordo Il Futuro” è in grado di trasportarci in un viaggio unico nel suo genere, attraverso lo spazio e il tempo, in una visione dell’esistenza tendenzialmente distopica e fantascientifica. Il disco mantiene continuamente una linea narrativa in cui spicca la sottilissima demarcazione fra l’uomo e la macchina, fra le emozioni e gli algoritmi, fra le relazioni e i social network. Uno spaccato dell’epoca contemporanea con uno sguardo di grande critica sociale, sopratutto a causa della superficialità con cui i diversi rapporti vanno a sfaldarsi, facendo perdere all’umanità la sua stessa essenza.

Il sottolineare orgogliosamente di essere ancora umani, in un mondo sempre più superficiale e controllato dalla tecnologia, diventa fonte stessa di fierezza. Ne è un esempio il brano “Non mi vergogno”, dove viene evidenziato quanto non ci si debba mai intimorirsi di provare determinate emozioni e di mostrare le nostre debolezze più intime e profonde, proprio perché sono queste ultime a renderci così carnalmente naturali.

Nei tredici pezzi che compongono “Ricordo Il Futuro” Jesto è stato in grado di concentrare tutta la sua visione della nostra società, con lo sguardo puntato al futuro, anche all’epilogo stesso della sua esistenza, come raccontato in “Quando Me Ne Andrò”, sempre e comunque a testa alta e felice di essere sempre e costantemente sé stesso, senza alcun rimpianto.

Traccia preferita: “Non Crescere (È Una Trappola)”

TESTI
3.5/5
MUSICA
3.2/5
ORIGINALITA'
3.7/5

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