- per Antonio Contu'
- in Recensioni
- on 07/02/2025
La recensione di “Il corpo umano VOL. 1”: il nuovo disco di Jovanotti
La rinascita di Jovanotti
Dopo un periodo di fermo obbligato, Jovanotti torna in scena più forte di prima: ‘’il corpo umano VOL.1’’ è simbolo di una rinascita artistica, ma soprattutto fisica.
Nel luglio del 2023, durante uno dei suoi folli viaggi, un brusco incidente in bicicletta gli ha causato la frattura del bacino e le successive complicazioni hanno costretto un’anima vivace come la sua a fermarsi per un più di anno; nonostante le difficoltà, Lorenzo non si è fatto abbattere ed è riuscito a prendere del buono anche da questa disgrazia.
‘’ Una sirena mi ha tagliato la strada per costringermi a guardare le cose con occhi nuovi’’
Queste le parole che aprono il disco, che nasce proprio dalla scoperta dell’importanza della cura del corpo in seguito all’incidente: insomma, come dicevano i latini, mens sana in corpore sano. L’artista stesso ha infatti dichiarato di aver iniziato a costruire questo concept album dal titolo e dalla copertina, la quale risulta essere di forte impatto visivo: un Lorenzo stilizzato, indossante gli stessi mutandoni della copertina del suo primo disco, nelle vesti del famoso gioco per bambini ‘’L’allegro chirurgo’’.

Per quanto riguarda la musica in sé, Jovanotti si è rivolto a tre dei maggiori produttori musicali italiani: Dardust, Michele Canova e Federico Nardelli. Ne risultano 15 canzoni tutte diverse fra loro, grazie soprattutto alla creatività e alla voglia dell’artista di mettersi alla prova e sperimentare, sorprendendo sempre i suoi fan. Un Lorenzo diverso, poliedrico, in grado di passare con facilità dai pezzi più profondi, che vanno dal pop al cantautorato, a quelli più dinamici che passano dall’elettronica all’afro, toccando addirittura il sirtaki.
Un album che emana passione ed emozioni non solo attraverso la musica, ma anche grazie alle belle parole che sono frutto di mesi di riflessioni e varie letture che lo hanno portato ad intraprendere questo viaggio all’interno di sé. Filo conduttore di tutte le tracce è sicuramente l’amore in ogni suo forma: fonte illimitata di forza che permette all’artista di superare i momenti bui. Ad esempio, ‘’Fuorionda’’ è una traccia molto ritmata che nasconde un testo molto profondo, un po’ come Jovanotti stesso che si è sempre mostrato sorridente e grintoso. ‘’Un mondo a parte’’ è, invece, la canzone più romantica del disco: parole d’amore accompagnate da una melodia dolce da bisbigliare alla persona amata, durante un abbraccio atemporale. Molto simile è la vicenda amorosa narrata in ‘’Senza se e senza ma’’: un amore incondizionato fatto di alti e bassi, ma d’altronde errare è umano e nessuno è perfetto.
‘’Le foglie di te ’’ è una delle tracce più particolari, dalle sonorità afro-mediterranee, dove possiamo notare un riferimento alla poesia lirica siciliana, nella quale era comune pensare di poter dipingere nella mente un’immagine della donna: ’’Raffaello che mi presta il suo pennello per dipingere la linea nuda del tuo collo’’. Successivamente, in ‘’Grande da far paura’’, Lorenzo racconta una giornata molto triste durante la quale ha scritto questa canzone contente un’importante dedica alle figlie: ’’Non è sempre primavera, osserva la natura e credi in un amore immenso, grande da far paura. Vivi la tua avventura’’.

Non possono mancare delle sottili critiche sociali accompagnate dall’ironia: ad esempio ‘’101’’ si chiude con una iperbolica e futuristica descrizione della network society, dove non si muore più per fame ma per fama e si ‘’dichiara guerra con il POS’’. Tematica che continua anche in ‘’ Lo scimpanzè’’, animale con il quale l’artista si identifica per la capacità di estraniarsi dalla violenza, dall’ansia e dall’egoismo tipico del ventunesimo secolo. Con ‘’L’aeroplano’’ descrive, con una bellissima metafora, quel sentimento conclusivo di amarezza che si prova quando si cessa di credere e fantasticare. A chiudere l’album c’è ‘’Il corpo umano’’, la traccia più inaspettata e insolita, che inizia con un sirtaki e finisce per essere un pezzo techno. Qui Jovanotti lascia il messaggio finale, riassuntivo dell’intero album:’’ Il corpo umano è un meccanismo splendido che un giorno andrà lasciato, ma ora che c’è prendilo, fanne un buon uso, onoralo e ascoltalo’’.
Insomma, un disco ricco di emozioni e di bei messaggi, che Lorenzo lascia al pubblico con affetto paterno e tanta voglia di riaffermarsi nella scena musicale: più forte e consapevole di prima.
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Tags: Il corpo umano, Jovanotti, recensione








