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Juli – SOLITO CINEMA | Recensione | Primo Ascolto

C’è un momento, nella vita, in cui tutto accelera e cambia così tanto da sembrare finto. Come se quello che stiamo vivendo non ci appartenesse davvero, ma fosse una sequenza di scene montate troppo velocemente per essere comprese fino in fondo.

È quella sensazione di stupore e incredulità che provi durante la visione di un film e che Juli prova a concretizzare nel suo primo album “SOLITO CINEMA”. Il titolo non è casuale: è una frase che nasce tra amici per racchiudere l’incredulità e lo stupore davanti al successo inaspettato degli ultimi anni. In fondo, quando la vita supera le aspettative e diventa qualcosa che non avevi previsto, l’unico modo per raccontarla è trattarla come un film. ‘’SOLITO CINEMA’’ è un producer album ricco di voci diverse fra loro, ognuna di loro porta con sé un’emozione unica, un frammento fondamentale al componimento del un mosaico variegato che è la vita.

Unite dalla riconoscibile chitarra di Juli ci sono gli artisti più rappresentativi della musica italiana: Fabio Concato, Tommaso Paradiso, Fulminacci, Bresh, Franco 126, Biagio Antonacci, Coez, Emma, Elisa, Enrico Nigiotti, Tredici Pietro e Olly. Ma ciò che colpisce non è solo la quantità delle collaborazioni, quanto la loro naturalezza.

L’album si apre con ‘’Voilà’’ e con la dolcissima voce di Fabio Concato che, dopo anni, porta ancora in alto il cantautorato italiano, raccontando l’amore puro con la sua solita delicatezza. Segue ‘’Che poi chissene frega’’, una canzone incazzata in cui Tommaso Paradiso ci fa gridare a squarciagola, trasformando la notte in uno sfogo emotivo.

In ‘’Serenamente’’ Bresh ci mette di buon umore con i suoi ritornelli orecchiabili, che ci teletrasportano subito in una bella giornata di sole al mare: “Che bella la mattina quando mi sveglio al sole che mi dà vitamina, che illumina il parquet, che manda via la notte come un colpo di bocce”. Poi arriva Franco 126, che ha il potere di renderci tutti nostalgici e malinconici. ‘’Maledizione’’ è la fotografia di un amore che si spegne in silenzio, tra rimorsi, rimpianti e vecchi ricordi. ‘’Quelli come me’’ insieme a Coez è uno dei momenti più intimi del disco: una ballad chitarra e voce che non ha bisogno di altro. Entra sussurrando, fragile e diretto, per poi esplodere nel ritornello che, come spesso accade, ci resterà in testa per un bel po’.

Il tempo si ferma con ‘’Vertigine’’, un brano solo strumentale che ci lascia il tempo di elaborare ciò che abbiamo ascoltato finora, senza dimenticarci del valore artistico e musicale di Juli. L’unplugged di ‘’Brutta storia’’ unisce due delle più belle voci della musica italiana, Elisa e Emma: si intrecciano in modo essenziale, quasi fragile, rendendo il brano uno dei più emotivi del disco. ‘’Qui piangono tutti’’ con Tredici Pietro è probabilmente il pezzo più caotico del progetto, con il suo linguaggio diretto, quasi disordinato, che però è proprio ciò che lo rende credibile.

L’album si chiude con ‘’Cantilene’’, la collaborazione forse più significativa, vista l’amicizia che lega Juli e Olly: un brano che inizia piano e finisce trionfante, proprio come il percorso e il successo condiviso dai due.

‘’SOLITO CINEMA’’ è il trionfo della naturalezza e della genuinità di un giovane ragazzo colto in pieno dall’imprevidibilità della vita: un disco che fotografa un momento irripetibile, con tutta la sua confusione, la sua bellezza e la sua verità. È il tipo di album che non nasce per lasciare una traccia, e lo fa con una sincerità che oggi, nel mare del già sentito, suona quasi rivoluzionaria.

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