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Kemama – Testa o croce [RECENSIONE]

“Testa o croce” esce il 4 giugno 2021, ed è uno di quei dischi che appena lo inizi ad ascoltare, e ci pensi, fai fatica a credere che sia solo il primo EP di questa band. Una bomba di adrenalina ed energia che, forse, solo i più navigati musicisti riescono ad esprimere in maniera così diretta.
Ma procediamo con ordine: “Testa o croce” è il progetto con il quale i Kemama (all’ anagrafe Ketty Passa, Marco Sergi e Manuel Moscaritolo) si “impongono” a pieno diritto nel panorama della musica rock italiana. La voce di Ketty sarebbe di fatto riconoscibile tra mille: forte, precisa, diretta ed ipnotica. Chitarra e batteria son gestite in maniera sapiente, con la consapevolezza di chi sa fare il suo, e gli arrangiamenti elaborati sottolineano un lavoro decisamente meticoloso in fase produzione, regalandoci una scarica adrenalinica nella sezione ritmica. È un disco con una “sana arrabbiatura” di fondo, ma condito con estrema profondità e cuore. Le parole dei testi assumono un valore terapeutico in certi casi e denotano il bisogno reale di espressione (andato a mancare nell’ ultimo anno) e di fare qualcosa di tangibile, di lasciare un’ impronta.
Per il brano “Codice rosso”, per esempio, mettono insieme tanti personaggi della scena indie e rock italiana (Andy Bluvertigo, Roberto Angelini, Punkreas etc.), per mettersi al servizio di un obiettivo concreto: la lotta alla violenza sulle donne (“sono quella voce che ti dice che non sei sola”), con lo scopo di raccogliere fondi per la campagna AIUTIAMOLE, con hashtag #codiceyouarenotalone.
“Codice rosso” è un urlo collettivo di più voci che denunciano la violenza: all’inizio, un po’ recitata, la voce di Katy si fa quasi dolce per poi esplodere con prepotenza. Il titolo del brano prende il nome dalla legge che dal 2019 nasce in tutela degli abusi di violenza.
Chiaramente questo non è l’unico argomento che si affronta nel disco: si parla anche dell’importanza della ricerca di espressione per ognuno di noi della propria personalità, come in “Attitude”, per poi passare a riflettere sulla solitudine e sul senso di impotenza (“Nel blu dipinto di spunte”,ndr “Poveri demoni”), da affrontare con caparbietà per ricordarci che siamo vivi.
Un disco “pieno”, in pratica, che non delude: una vera e propria rivelazione che merita un ascolto, e che sicuramente non sarà il solo progetto della band a lasciare il segno.

TRACCIA PREFERITA: Codice rosso

TESTI
3.7/5
MUSICA
4/5
ORIGINALITA'
3.5/5

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