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Khera: “Nei miei testi non ho nulla da inventare. Carico per la nuova musica” [INTERVISTA]

La trap, oltre che un genere, va considerata come una vera e propria wave, capace di ottenere da diversi anni numeri altisonanti sulle principali piattaforme streaming. Dopo anni sulla cresta dell’onda, inevitabilmente, qualche scricchiolio ha iniziato ad avvertirsi, ma per un motivo ben preciso: la trap è diventata la normalità, tanto da rendere saturo il mercato discografico di progetti molto simili.
Chi continua a credere nel movimento senza snaturarsi è Khera, artista frusinate in possesso di ottime potenzialità e di un attitudine alquanto determinata, come dimostrato dalla breve discografia rilasciata in questi anni: non è certo un caso se il suo ultimo singolo “Spiriti bastardi” ha raggiunto in breve tempo un numero di streaming elevato, a dimostrazione di una crescita artistica esponenziale da parte dell’autore.

Ciao, benvenuto su Primo Ascolto.
Pochi giorni fa è uscito “Spiriti bastardi”, il tuo nuovo singolo: l’impressione generale dopo i primi ascolti è di un attitudine leggermente meno hardcore nella linea vocale rispetto all’album di debutto “TRAP BROTHERS”, nonostante il titolo ed il testo possano far trasparire il contrario. È una sensazione corretta?

“TRAP BROTHERS” è un EP che ormai considero come punto di partenza. Nasce in piena pandemia dalla mia primissima collaborazione con il mio producer Andretaker . Si tratta del primo approccio serio e lavorando con costanza alcune cose sono migliorate.
SPIRITI BASTARDI credo che sia un level up rispetto al precedente progetto e la risposta alla domanda spero di darla a chiunque con la nuova musica a cui sto lavorando.

Nel pezzo emergono molti cliché dell’immaginario trap, come è giusto che sia quando si approcciano determinate sonorità. Nei testi di Khera parla principalmente il suo personaggio oppure determinate situazioni le hai vissute realmente?

Nei miei testi non ho nulla da inventare. Credo che un artista debba avere un personaggio, non inteso come burattino di turno , ma inteso come immaginario artistico, che faccia esprimere a pieno il proprio punto di vista .

Nel tuo ultimo singolo collabori con Scaccia, a confermare la tua spiccata predisposizione per i featuring. Se potessi scegliere un’artista mainstream nostrano da inserire nel tuo brano, di chi si tratterebbe?

La ricerca dei featuring da parte mia va totalmente in base ai gusti personali , se un artista per me spacca è un mio piacere collaborare per una traccia . Ora non ho un nome da dirti perché sono focus sulle mie cose. 

Credi che la trap nel nostro paese sia davvero così in flessione come affermano gli addetti ai lavori? Sembrerebbe che la drill stia prendendo il sopravvento, anche se, per chi non è un purista del genere, le differenze possono sembrare minime. Tra l’altro nel tuo album “TRAP BROTHERS” sembri assolutamente a tuo agio anche con digressioni drill (in “YAY”, ad esempio), dimostrando di essere un artista attento e poliedrico.

Personalmente noto che ci sono degli immaginari tanto diversi quanto uguali , poiché non ci sono differenze sui temi trattati , se non quella del sound . Io, avendo a disposizione uno studio e un producer versatile non mi chiuderò su un genere e basta . il genere trap è la mia natura , ma credo che meraviglierò qualcuno con qualcosa di inaspettato.

Ultima domanda, prima di salutarci: quali sono i programmi e le aspettative per il futuro artistico di Khera?

Sono davvero carico per la musica che sta uscendo dallo studio , si sta sentendo sempre di più il feeling con il mio team e spero che presto possiate goderne tutti , magari dal vivo .

Un saluto a tutti i lettori di Primo Ascolto, presto fuori nuovi pezzi !

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