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LA SAD – ODIO LA SAD | Recensione | Primo Ascolto

Theo, Plant e Fiks, alias LA SAD, dopo aver superato ogni comfort zone con la loro partecipazione al Festival di Sanremo (ottenendo anche numerosi consensi), rilasciano un nuovo album: “ODIO LA SAD” è una denuncia, una raccolta di stereotipi che i tre ragazzi cercano di superare, con l’anima punk e i testi sinceri che li caratterizzano.

“È colpa di ste canzoni, se sti ragazzini sono senza valori”: così inizia la titletrack, citando una serie di accuse che sono state mosse al gruppo, da chi si ferma alle apparenze e preferisce dare la colpa ad una band “diversa” invece di chiedersi quale sia veramente il problema di questa nuova generazione (che, effettivamente, è una delle più confuse ed emotivamente provata di sempre). C’è però un risvolto positivo in questo brano: LA SAD è riuscita ad entrare nell’anima di tante persone che, empatizzando con i testi e gli eccessi del trio, sono riuscite ad uscire piano piano dal loro guscio fatto di paure e demoni interiori.

Numerose sono anche le collaborazioni all’interno dell’album, prima tra tutte quella con i Pinguini Tattici Nucleari, da sempre fan de LA SAD, che con “MALEDETTA VITA” danno voce ad una grande verità. “Stare meglio è stare meno peggio, ma quanto è bella questa maledetta vita”: anche quando siamo nel buio più profondo, ogni piccolo miglioramento ci porta un po’ di gioia, riusciamo ad apprezzare di più questo micro cambiamento e, sicuramente, sperare in qualcosa di meglio non ci rende più deboli, forse il contrario.

Entriamo nell’amore così tossico che risulta intricato come un grande cespuglio di rovi: “SADGIRL” è l’alter ego femminile del Bimbo Sad, e insieme non possono fare altro che farsi del male a vicenda, rendendosi indispensabili l’uno per l’altro. “NON LO SAI” con Rose Villain ci ricorda quanto la diversità sia la forza più grande che abbiamo, nonostante spesso sia una condanna, perché la società non riesce ad accettare ciò che non comprende. Superiamo “AUTODISTRUTTIVO”, il brano portato a Sanremo che ha emozionato mezza Italia per il delicatissimo tema affrontato senza mezze parole e senza paura e approdiamo nel terzo featuring, forse quello che non ci saremmo mai aspettati: in “GOODBYE” con gli Articolo 31 ci sono due generazioni a confronto e anche due generi molto diversi tra loro, che si fondono perfettamente in questo brano che profuma di eccesso e di anticonformismo, senza perdere mai la propria identità.

Abbiamo imparato ad amare in questi mesi “MEMORIA” con i BNKR44 e SUMMERSAD 4 con NASKA, e ritorniamo quindi nell’amore devastante con “IL MIO INCUBO PEGGIORE”, in cui il solo pensiero di perdere quella persona ci devasta talmente tanto da essere il peggiore incubo; ritroviamo appena dopo, con piacere, “LAMETTE”, insieme a Donatella Rettore. Chiude l’album la cattivissima “FUCK THE WRLD”, quasi in scream, sicuramente molto arrabbiata e così tanto soddisfacente da farci cantare che ci sentiamo liberi, rimanendo senza corde vocali dopo averlo fatto.

LA SAD è cresciuta così tanto dall’ultimo album che con “ODIO LA SAD” riusciamo a comprendere come mai questi tre ragazzi con i capelli colorati stiano spopolando così tanto: segretamente o no, volenti o nolenti, tutti noi ci sentiamo un po’ SAD.

Traccia preferita: NON LO SAI feat. Rose Villain

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