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LAAGO! – LE FASI DEL SONNO [RECENSIONE]

Il progetto più interessante della settimana ha come protagonista Andrea Catenaro, che ha visto pubblicarsi il primo album “Le fasi del sonno” redatto con i Laago!, dopo un breve periodo da solista.

I Laago! (non abbiamo sbagliato a scrivere, significa “suono” in una lingua africana) ci propongono dieci brani dalle tematiche alquanto leggiadre ma dai testi piuttosto impegnativi, presentati su delle sonorità indie rock fortemente contaminate dall’originalità che contraddistingue questa band, che spesso si rivolge ad uno stile più cantautorale e riflessivo per placare i toni di determinate prese di posizione.

L’album si apre con la strumentale “Introspezione”, seguita dal brano “Dormi!”, dalle caratteristiche indie velatamente funky-jazz; “La notte e le idee” è invece un pezzo più riflessivo e sentimentale, che piace e si lascia ascoltare gradevolmente.

In “Marianna”, feat. Jason Lytle, la band si apre ad uno stile come anticipavamo poc’anzi più cantautorale, rivolgendosi direttamente alla protagonista del brano e schiudendo il proprio subconscio; nella incalzante “Niente”, invece, il buon Catenaro ci pone delle considerazioni sul tempo da dedicare, con un testo arguto scandito da delle sonorità da vera hit indie.

L’ipnotica “Occupato” ci riporta alle caratteristiche magnetiche che emergevano dai testi dei primi Tre Allegri Ragazzi Morti: l’introspezione del contenuto gioca a favore dei Laago!, che amano nascondere le proprie insicurezze dietro tematiche piuttosto astratte; “Pioggia sporca”, invece ci espone le complessità di un rapporto sempre più indirizzato verso il termine ultimo.

Con “Il mostro  di Cleveland” emerge l’impronta rock della band, che sembra allusivamente raccontarci l’evolversi di una relazione pigra; in “Mantra” ci si pone interrogativi e riflessioni sul destino, mentre con la title track “Le fasi del sonno” l’album si chiude dettagliandoci una fotografia che rappresenta un estratto di vita. 

Il progetto dei Laago! sfrutta l’ascesa del movimento indie in Italia, dando però un input di originalità che permette al prodotto stesso di contraddistinguersi. 
L’indie rock de “Le fasi del sonno” viene esposto in maniera spigliata, per un album che non ha assolutamente nulla da invidiare a progetti più celebri e chiacchierati.

 

TRACCIA PREFERITA:  NIENTE

GIUDIZIO FINALE
7.5/10
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