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Lacrim – Cipriani | Recensione | Primo Ascolto

L’unione musicale fra Francia e Italia, è un percorso in divenire che negli ultimi anni è stato sempre all’orizzonte. Lacrim è di sicuro il rapper transalpino più vicino e più propenso a questo connubio di culture, infatti da anni si trova spesso in featuring nostrani: gli amanti della trap 2016 lo ricorderanno per la sua voce tagliente in ‘’Tristi’’ con Ghali e ‘’Serpenti A Sonagli’’, con Sfera Ebbasta.

Il suo amore per la cultura italiana è sempre stato evidente e il suo ultimo album ‘’Cipriani’’ è una vera dichiarazione d’amore italo-francese. Non è solo un album pensato per il nostro pubblico, ma un luogo sonoro in cui Francia e Italia smettono di essere confini e diventano la stessa strada: Lacrim, attraverso un lavoro di ricerca musicale e cinematografica, riesce ad entrare perfettamente nell’immaginario italiano, rifacendosi al lato oscuro della mafia e della malavita.

Il progetto arriva accompagnato dalla voce narrante di Salvatore Esposito a fare da filo conduttore: gesti quotidiani, volti giovani e adulti sospesi tra luce e ombra, sogni che provano a sopravvivere in quartieri dove crescere significa imparare in fretta. Per coronare questo incontro e arrivare dritto agli italiani ha incluso nel suo album la scena italiana più in hype: BABY GANG, SIMBA LA RUE, GUÉ, LAZZA, LUCHÈ, NOYZ NARCOS, NIKY SAVAGE, NERISSIMA SERPE E PAPA V e EMMA.

‘’Amori Stupidi’’ apre il disco con un gesto sorprendentemente delicato, ovvero il campionamento di ‘’L’uomo che amava le donne’’ di Nina Zilli: Lacrim dimostra che il legame con l’Italia non passa solo dai featuring, ma da un lavoro più sottile di scavo nella nostra cultura pop. ‘’Rock’’ con Baby Gang è invece un brano simbolo dell’immaginario multiculturale del disco: il rapper italo marocchino rappresenta, soprattutto le seconde generazioni e il multilinguismo che oggi attraversa le città europee. È stato tra i primi a portare nel rap italiano sonorità arabe e francesi, e qui il suo mondo si intreccia naturalmente con quello del rapper parigino.

‘’Jacques & Renè’’ con Guè è senza dubbio la hit centrale del progetto: l’incontro tra due pilastri del rap francese e italiano. Cosimo sembra riavvicinarsi alle atmosfere di Santeria e dà al brano il sapore di un classico istantaneo, un ponte solido tra due scene che da anni si osservano e finalmente si riconoscono allo stesso livello. Il brano più mainstream dell’album è ‘’I Know What You Want’’: il ritornello pop di Emma si innesta su un chiaro omaggio all’iconico pezzo hip hop di Busta Rhymes, un punto d’incontro tra street e mainstream; ‘’Patek Philippe’’ con Lazza è un altro snodo iconico del disco, non solo per la riconfermata capacità del rapper milanese di creare puchline e ritornelli travolgenti, ma soprattutto per la produzione di Drillionaire: un beat che richiama la tradizione del Sud Italia, con un mandolino martellante e ipnotico che si intreccia alla drill.

“Cipriani” è un operazione apprezzabile: un album che spruzza hip hop da tutti i pori, in cui Lacrim fa un passo indietro per lasciare spazio alla cultura italiana che stima e vuole rappresentare. Il rischio, però, è quello di scomparire davanti a un pubblico già legato ai propri rapper: l’ascoltatore può avvicinarsi al rap francese, certo, ma anche restare fedele ai suoi riferimenti e concedere poco a quello che dovrebbe essere, a tutti gli effetti, il protagonista.

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