- per Antonio Contu'
- in Novità
- on 23/10/2024
Pochi giorni fa abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con VISCARDI, l’artista che con il suo nuovo EP “LADY” ci porta in un viaggio musicale profondo e personale.
Con influenze R&B, nu-soul e hip-hop e la lingua napoletana come cuore pulsante, VISCARDI esplora la gerarchia delle relazioni e la sua libertà personale. Scopriamo insieme il processo creativo e le emozioni dietro questo affascinante progetto.
Ciao Vincenzo, benvenuto su Primo Ascolto. È uscito pochi giorni fa “LADY”, il tuo primo EP: cosa rappresenta per te a livello emotivo questo progetto e quanto è stato lungo il processo creativo dell’intero lavoro?
“LADY”, il mio primo EP, rappresenta per me un traguardo emozionale molto significativo. È il risultato di un intenso processo creativo che ha coinvolto tanto impegno e riflessione. Questo progetto riflette le mie esperienze personali e la mia crescita artistica, raccogliendo tutte le sonorità che amo e che mi rappresentano.
Un aspetto fondamentale di questo lavoro è stata la collaborazione con Giada De Prisco, che ha prodotto l’intero progetto. La visione è stata di entrambi, non solo mia, e il suo contributo è stato essenziale per realizzare il suono che volevamo. Abbiamo lavorato a stretto contatto, dedicando tempo a ogni singolo brano per garantire che rispecchiasse la nostra visione condivisa.
Ogni canzone è un pezzo di me, e il fatto di aver finalmente portato alla luce questo lavoro è estremamente gratificante. “LADY” non è solo un EP, ma una parte di me che spero possa connettersi con gli ascoltatori a un livello profondo.
Nel comunicato stampa si fa riferimento ad una sorta di rinascita artistica e personale, da parte tua, tramite questo EP. Pensi di poterlo definire anche “catartico” per tutto ciò che riguarda il tuo passato?
Sì, posso assolutamente definire “LADY” un EP catartico. Questo progetto rappresenta una vera e propria rinascita artistica e personale per me. Ho avuto l’opportunità di esplorare e riflettere su esperienze passate, trasformando emozioni e sfide in musica.
Un aspetto fondamentale di questo processo è stata la collaborazione con Lorenza Anceschi nella scrittura. Lavorare con lei mi ha permesso di dare ancora più importanza a ciò che volevo esprimere, creando testi che rispecchiano le mie esperienze attraverso un tema fondamentale, la libertà. La scrittura delle canzoni è stata un processo liberatorio, che mi ha permesso di affrontare il mio passato in modo onesto e sincero. Ogni brano racchiude una parte della mia storia, e attraverso la musica sono riuscito a fare pace con certe situazioni e a lasciarle andare.

Il sodalizio con Giada De Prisco è stato assolutamente un plus per ciò che riguarda la qualità del lavoro: come siete entrati in contatto?
Assolutamente. Giada è stata sin dagli inizi, quando ho cominciato a muovere i miei primi passi nella musica, la mia chitarrista. Il nostro legame è così forte che siamo cresciuti insieme artisticamente e anche emotivamente. Questa connessione profonda ci ha permesso sin da sempre di collaborare in modo fluido e armonioso, sentendoci così fortemente liberi e al nostro agio. Lavorare con lei è stato fondamentale, non solo per le sue capacità produttive, ma anche per la nostra visione condivisa della musica.
Invece la collaborazione con Ethan com’è nata?
È nata in modo spontaneo dopo che l’ho sentito live a Milano. È stato come se mi si fosse aperta una visione nell’averlo nel nostro EP per quanta libertà mi emanasse.
Purtroppo, a livello nazionale, l’R&B non riesce ad ottenere il seguito che meriterebbe. La tua ispirazione proviene principalmente da oltreoceano oppure anche da dentro i nostri confini?
Indubbiamente l’ispirazione proviene principalmente da oltreoceano, dove ci sono artisti straordinari che hanno influenzato il mio sound, ma non posso negare che anche all’interno dei nostri confini ci sia una ricca scena musicale che mi ha ispirato. In particolare, la musica napoletana ha avuto un impatto significativo sul mio percorso. Ho cercato di portare le sonorità e le tradizioni della mia terra nel mio lavoro, creando un ponte tra l’R&B, il Neo Soul e il hip hop, mescolandole con le mie radici napoletane. Credo che ci siano artisti in Italia, soprattutto in Campania, che stanno facendo un ottimo lavoro e meritano più attenzione. La mia missione è contribuire a dare visibilità a questi generi e mostrare il potenziale che hanno, sia a livello locale che nazionale.

Stai generando un progetto ambizioso, anche per quanto riguarda l’attività live: portare sul palco un corpo di ballo non è da tutti, ma rispecchia perfettamente ciò che hai in mente per la crescita del tuo percorso. Da dove è nata questa idea?
L’idea di portare un corpo di ballo sul palco è nata dalla mia forte passione per la danza, che mi accompagna sin da quando ero bambino. Ho sempre creduto che la musica non sia solo ascolto, ma anche un’esperienza visiva ed emotiva. Ho sempre creduto in uno spettacolo che andasse oltre la semplice performance musicale, integrando movimento e coreografia per arricchire l’esperienza del pubblico. In Italia, c’è sempre stata una certa limitazione in questo senso, ma negli ultimi anni finalmente si è assistito a un cambiamento, con l’introduzione di una sorta di show durante i concerti. Questo è un segnale positivo, che dimostra come ci sia voglia di innovazione e di creare esperienze più coinvolgenti per il pubblico. Tuttavia, per poter dare spazio a questa mia idea, è necessario un buon budget, che a volte viene a mancare, soprattutto essendo un artista emergente. Nonostante queste sfide, sono determinato a continuare a lavorare in questa direzione e a sviluppare il mio progetto live.
Ultima curiosità, prima di salutarci: l’EP “LADY” sarà seguito a breve da un progetto più corposo oppure la tua intenzione e di concentrarti principalmente sull’attività dal vivo?
Dopo l’EP “LADY”, la mia intenzione è di continuare a lavorare su nuovi progetti musicali, ma senza trascurare l’attività dal vivo. Entrambi gli aspetti sono fondamentali per la mia crescita artistica. Voglio esplorare ulteriormente le sonorità che ho iniziato a sviluppare e continuare a raccontare ciò che vivo mentre parallelamente mi impegnerò a portare sul palco la mia visione.
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